«I problemi arrivano dal passato»

16 Giugno 2019

Atessa. La Cinalli replica a Pellegrini su stadio, auditorium e villa comunale

ATESSA . «La storia è molto più articolata di quella che ora vogliono raccontare i rappresentanti di LiberAtessa e la causa di molti “disastri”, come li considera Pellegrini, è da ricercare proprio nelle scelte dei nostri cortesi avversari»: così risponde il vicesindaco Federica Cinalli a Enzo Pellegrini che nei giorni scorsi, a due anni dall’insediamento, ha bollato l’amministrazione di Giulio Borrelli come «già fallimentare».
«Che in Atessa», esordisce Cinalli, «si siano aperti e stiano per aprirsi una serie di cantieri per cercare di risolvere problemi derivanti da anni e anni di incuria e di abbandono del territorio o da lavori fatti male in passato, come nel caso del ristagno delle acque piovane nei pressi dello stadio di Monte Marcone, non interessa al consigliere Pellegrini e si lancia nella ripetizione di vecchie e infondate accuse contro di noi».
Cinalli analizza i casi sollevati dall’ex vice sindaco. «Non si chiede Pellegrini perché vadano deserte alcune gare, come quella per l’affidamento della gestione dell’auditorium? Forse perché sono poco appetibili e la loro gestione presenta molte criticità, per cui risulterebbe in perdita e molto onerosa?». L’auditorium ha una capienza di 500 posti. «Già ora è difficile riempirlo con manifestazioni e spettacoli gratuiti. Figuriamoci se dovessero essere a pagamento. Peraltro non si tratta solo di organizzare qualche spettacolo sotto Natale o sporadicamente durante l’anno, grazie all’intervento gratuito di artisti atessani. Una grande struttura ha senso e si può mantenere e migliorare, anche da un punto di vista tecnologico, per renderla effettivamente polivalente, solo se si organizzano decine e decine di eventi a pagamento durante l’anno. Se il privato ritiene di non poter gestire queste strutture, e pertanto non partecipa ai bandi, immaginiamo quali oneri deve accollarsi il Comune, non disponendo di personale qualificato all’organizzazione di queste attività né di risorse economiche sufficienti». Altro caso è la villa comunale. «Chi deve gestire questo bene pubblico, i cui ricavi dovrebbero provenire essenzialmente dalla vendita di bevande e di cibo, nonché dall’organizzazione di serate danzanti e spettacoli, deve fare i conti» precisa il vice sindaco «con la concorrenza, a poca distanza, di un gestore di un’importante struttura privata, di proprietà dello stesso costruttore che ha realizzato il complesso. Nonostante le attuali circostanze la Villa sarà presto riportata, da noi, a nuova vita».
Matteo Del Nobile