I profughi ci riprovano e bloccano la Statale 16

Cerchioni e copertoni di auto sulla carreggiata, qualcuno si è seduto a terra Il sindaco Priori: «Disagio previsto, il prefetto prenda provvedimenti»
TORINO DI SANGRO. È successo ancora. Due settimane fa lo hanno fatto a Palmoli; ieri hanno replicato la protesta a Torino di Sangro. In Abruzzo non vogliono proprio stare. E pazienza se sono stati accolti in un hotel a 3 stelle vista mare. Gli immigrati sbarcati nel Vastese vogliono andare al Nord o magari proseguire il viaggio verso l’Europa. Il gruppo, dodici persone, è arrivato a Torino di Sangro venerdì sera convinto di essere destinato a Torino, il capoluogo del Piemonte. Quando hanno capito l’equivoco si sono infuriati.
Ieri mattina hanno bloccato la strada che dalla Statale 16 porta verso Borgata Marina a poca distanza dall’hotel Lecceta. «Un disagio che purtroppo avevo previsto», dice il sindaco Silvana Priori. «L’integrazione ha bisogno di progetti. Questo per gli immigrati è il limbo», ha aggiunto il sindaco spezzando una lancia per gli stranieri.
Il territorio però è esasperato. Tanti gli automobilisti che ieri mattina hanno subito disagi. Replicando la protesta del 12 aprile, i manifestanti hanno sistemato sull’asfalto cerchioni e copertoni di auto impedendo ai lavoratori che stavano raggiungendo le strutture turistiche e ai primi vacanzieri di arrivare a destinazione. Qualcuno di loro ha provato a sedersi sull’asfalto ma l’arrivo dei carabinieri della compagnia di Ortona e della caserma di Torino di Sangro li ha fatti desistere. I militari hanno cominciato a dialogare con gli ospiti stranieri. Qualcuno in lingua francese, qualcun altro in inglese. Gli ospiti hanno protestato per le lungaggini burocratiche che non consentono una celere definizione della loro posizione. Dopo due ore e anche grazie alla buona volontà delle forze dell’ordine, il presidio si è sciolto, con gli immigrati che sono rientrati all’interno della struttura ricettiva di Borgata Marina.
I manifestanti hanno richiesto a gran voce l’accelerazione delle pratiche che li interessano, lamentando una disparità di trattamento con altri centri analoghi sparsi nella Penisola. Vogliono andare al Nord. In realtà pare che quello di occupare le strade sia un malvezzo che gli immigrati mettono in atto in tutta Italia. A Palmoli due settimane fa ci sono riusciti. Il sindaco di Torino di Sangro, Silvana Priopri, quando è stata informata che i manifestanti sarebbero stati trasferiti alle Morge ha espresso perplessità. «Tutti i miei timori si sono avverati. Stare nel limbo non è integrazione. Se l’amministrazione fosse stata messa in condizioni di realizzare progetti d’integrazione, anche gli ospiti sarebbero stati più contenti. Non possono essere felici di trascorrere le giornate nell’attesa. Occorrono luoghi adeguati di accoglienza e progetti. Spero che il prefetto prenda adeguati provvedimenti», auspica.
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