«I ragazzi leggono e prendono libri»

7 Marzo 2018

Gli alunni della Spataro di Vasto intervistano i titolari delle librerie cittadine

VASTO . Rappresentano il 50% dei lettori e i loro generi preferiti sono fantasy, umoristici, gialli e classici. Nessuno l’avrebbe mai detto, ma nell’era di Internet i ragazzi vastesi comprano e leggono libri. La piacevole scoperta è stata fatta dagli alunni delle quinte B e C della scuola primaria Spataro di Vasto che un sabato pomeriggio, accompagnati dall’insegnante Maria Rosaria Spagnuolo, sono andati in giro per la città ad intervistare i titolari delle librerie e sentire il loro punto di vista. «La prima tappa è stata la libreria Mondadori», racconta l’insegnante, «i giornalisti in erba sono stati accolti da Luana Ciffolilli, la quale ha riferito che i libri per ragazzi venduti in un mese, prendendo come esempio gennaio, sono stati circa 385. I generi preferiti sono fantasy, umoristici, gialli, diaristici e classici». La seconda tappa è stata l’Universal di corso Italia, dove Emmanuela Ronzitti ha chiarito, rispondendo alle domande dei giornalisti in erba, che i ragazzi rappresentano il 40% dei lettori. La terza tappa è stata la libreria “Pensieri Belli”, dove Chiara Iacovitti ha detto che i libri letti a gennaio sono stati circa 200, generi preferiti fantasy, avventura e classici. Ultima tappa alla “Nuova Libreria”. Qui la titolare, Manuela Petroro, ha spiegato ai ragazzi che le vendite si intensificano soprattutto in primavera e in estate. «Dopo questa bellissima esperienza i ragazzi si augurano che, come loro, ci siano sempre più bambini appassionati alla lettura», conclude Spagnuolo, «perché un libro è come un pane, è nutrimento per la mente e per gli occhi, serve per sviluppare la creatività poetica ed artistica, il lessico. La lettura serve per scrivere meglio, conoscere se stessi, provare nuove emozioni, entrare in mondi sconosciuti e vivere le avventure dei protagonisti. Sarebbe bello se sui muri della città venissero affisse tante pubblicità sull’importanza della lettura per invogliare tutti a leggere», conclude l’insegnante. (a.b.)