I reparti traslocano Disagi per i pazienti

L’odissea di una 88enne prima di essere trasferita nella nuova Cardiologia Medici e infermieri accompagnano i ricoverati uno alla volta, ma sono pochi
CHIETI. Arriva in pronto soccorso a causa di problemi cardiaci, e attende quasi 8 ore prima di essere trasferita definitivamente nel reparto di cardiologia. È andata così per una donna di Chieti, 89 anni a maggio, che mercoledì scorso intorno alle 9.30 è giunta nell’ospedale Santissima Annunziata, accompagnata dalla nipote. Si sono preannunciati in tal modo i traslochi del reparto di cardiologia e della relativa unità di terapia intensiva (Utic), avvenuti tra ieri e venerdì. Le due sezioni, situate fino a due giorni fa nell’ottavo livello dei corpi E e F, sono state trasferite nello stabile M “Cuore”. Cardiologia post-intensiva è ora al nuovo livello 9, mentre l’Utic è andato a finire nel nuovo livello 8. Ma la nipote denuncia: «Al pronto soccorso, mercoledì, sono subito intervenuti. Il problema è che quando hanno trasportato mia zia nel vecchio reparto, non sapevano se dovesse rimanere lì o raggiungere direttamente la nuova palazzina che ora ospita cardiologia. E così l’hanno riportata in pronto soccorso. Ma nel frattempo è rimasta fino alle 17 senza cure. Si è agitata molto e la pressione le si è alzata». Un andirivieni iniziato in mattinata, e terminato solo nel pomeriggio, quando l’88enne è trasportata nell’ormai vecchio reparto. Infine la paziente è stata trasferita nella nuova palazzina Cuore proprio ieri, quando i ricoverati che hanno dovuto traslocare sono stati in tutto 28: «Venti da cardiologia e 8 dall’unità di terapia intensiva», ha detto la caposala Franca Di Risio «medici e infermieri stanno accompagnando un paziente alla volta». Ma le operazioni di trasloco, iniziate alle 9 e che sarebbero dovute terminare entro le 12.30, hanno richiesto più tempo del previsto: «Cercheremo di finire prima delle 14, in modo che i pazienti potranno pranzare nel nuovo stabile», ha proseguito la Di Risio intorno alle 12, «è che noi del personale siamo in pochi. Ci siamo dovuti dividere tra il vecchio reparto, dove vengono prelevati i ricoverati e il nuovo, dove bisogna accoglierli. E ovviamente bisogna anche accompagnarli lungo il tragitto». Eppure, qualcuno nel vecchio padiglione E dovrà restare, come già annunciato dalla Asl. Sono i medici dell’unità operativa di Aritmologia, che per il momento non potranno operare, né svolgere visite più approfondite, essendo rimasti in una struttura vuota. Potranno garantire solo le urgenze, spostandosi all’occorrenza e dovendo portare con loro, di volta in volta, i macchinari necessari nei nuovi reparti: «La Asl ci ha detto che dobbiamo attendere per il trasferimento definitivo», dicevano sempre ieri dall’unità operativa. Intanto si fanno le 13, ora in cui partono gli ultimi trasferimenti dei pazienti verso i nuovi locali dell’unità di terapia intensiva: «Lì ci sono 8 posti letto più due stanze isolate», dice il primario Marcello Caputo.
Ma quale reparto verrà trasferito al vecchio livello 8, ormai vuoto? «Probabilmente il reparto di materna infantile», continua Caputo. Quello che comprende Ginecologia, con le ricoverate trasferite precauzionalmente a causa delle scosse sismiche dello scorso 18 gennaio. Dal corpo C, le pazienti nel 13esimo e 14esimo livello, sono state trasferite temporaneamente nel B. (e.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

