I residenti contro l’Ater: «Viviamo nel degrado»

Protestano gli inquilini delle case popolari di via Pescara: siamo abbandonati Sotto accusa la ristrutturazione bloccata. Il M5S: muffa e umidità negli alloggi
CHIETI. «Degrado, abbandono e lassismo». Queste le accuse nei confronti dell’Ater degli inquilini delle palazzine di via Pescara, nel cuore del Villaggio Celdit, al numero civico 160, 162 e 164. Tre palazzine, 47 appartamenti, costrette a convivere da 18 mesi con un’enorme impalcatura che si innalza per tutti i sette piani di altezza. Simbolo evidente dei lavori di ristrutturazione sismica ormai al palo, con un cantiere, dicono i residenti, che va avanti «a spizzichi e bocconi», con pochissimi operai all’opera e che al momento risulta fermo da 20 giorni. Ieri un gruppo di residenti ha deciso di portare in strada la protesta. A raccogliere le lamentele sono arrivati la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Barbara Stella, il capogruppo in consiglio comunale Luca Amicone e l'assessore comunale dello stesso partito Fabio Stella. Contemporaneamente un responsabile della ditta che sta portando avanti i lavori ha annunciato lo sblocco del cantiere. Ufficialmente pare che lo stallo fosse dovuto al fatto che era terminata la vernice, problema che però sarebbe stato superato proprio durante il sit-in protesta, con l’annuncio che la vernice era finalmente arrivata. Protesta che, però, non si ferma. Tanto che lunedì prossimo ci sarà un’assemblea pubblica organizzata dai 5 Stelle.
«L’impalcatura è diventata ricettacolo di immondizia», dice Antonio La Corte, uno degli animatori della protesta, «noi non possiamo più affacciarci ai balconi, nelle nostre case entra di tutto. Siamo prigionieri nei nostri appartamenti». E poi anche i pericoli dei furti in casa: «La notte salgono lungo i bancali ed entrano negli appartamenti», dice Gabriele Melideo, «li abbiamo sentiti molte volte. Una notte sono uscito urlando e ho messo in fuga i ladri. Non solo, il pericolo è dato dalla stessa impalcatura, sistemata male, troppo vicina al marciapiede. Qui rischia di cadere tutto». I lavori sono stati avviati dall’Ater che sembra essere sorda alle proteste degli inquilini: «Il 10 marzo scorso ho scritto all’Ater dicendo che piove dentro il mio appartamento», continua La Corte mostrando la richiesta scritta, «sono anche andato diverse volte di persona, ma nessuno si è fatto sentire». A rincarare la dose contro l’Ater, amministrata dall’esponente FdI Antonio Tavani, ci pensa la consigliera Stella: «Gli inquilini lamentano da tempo muffa e umidità negli appartamenti», dice, «ma anche la situazione degli intonaci delle pareti esterne molto ammalorate. Ho segnalato più volte le criticità alla presidenza dell’Ater, chiedendo di effettuare sopralluoghi per valutare le criticità e sapere quali azioni l’Ater avrebbe messo in campo per risolvere i problemi, anche con l’uso dello strumento del Superbonus. Dopo l’unica risposta arrivata a marzo 2021, nella quale si specificava che alcune palazzina erano oggetto di un progetto di manutenzione straordinaria, nessuna altra risposta è arrivata dall’Ater».
Il capogruppo Amicone annuncia l’assemblea pubblica nella zona: «Queste impalcature non sono l’unico problema. Ci sono altri immobili deteriorati che hanno urgentemente bisogno di manutenzione. Proprio per questo lunedì prossimo alle 18.30 abbiamo organizzato un’assemblea pubblica per ascoltare tutti i cittadini. L’incontro si svolgerà sotto i portici delle palazzine Ater».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

