I residenti della zona dell’agguato «Qui zero controlli e telecamere»

Viaggio nell’area industriale dove domenica due bande albanesi si sono affrontate con pistola e spranga Il sindaco Pupillo: l’Arap sta rivedendo anche il nostro sito produttivo, dopo 30 anni è ora di intervenire
LANCIANO. «Si sono dati appuntamento qui perché questa zona è senza controllo». Dopo la sparatoria di domenica sera tra due gruppi di albanesi, i residenti di Follani tornano a gridare la loro rabbia per quello che il rione è diventato negli anni. Una zona ibrida, sospesa nel limbo di una gestione che non è più dell’ex Consorzio industriale, oggi Arap, ma non è passata ancora nelle mani del Comune. Così questa zona, che di giorno è animata dal via vai verso uffici, attività commerciali e qualche stabilimento sopravvissuto, di notte diventa il luogo ideale, poiché buio, isolato e poco controllato, anche per un regolamento di conti tra bande straniere.
Nel piazzale tra l’ex stabilimento Allegrino e la Plastvetro, in una delle strade senza sbocco della zona industriale, si sono dati appuntamento domenica sera, poco dopo le 20, due gruppi rivali di albanesi, per un “chiarimento” dopo gli screzi iniziati fuori da un bar di corso Trento e Trieste. Ma all’incontro sono spuntati pistola e bastone. Un 28enne, colpito da un proiettile alla schiena, ora rischia la paralisi delle gambe. I carabinieri di Lanciano, con un’indagine lampo, hanno arrestato 4 connazionali per tentato omicidio.
«Le forze dell’ordine sono state fulminee nell’affrontare la situazione», sottolinea il sindaco Mario Pupillo, «questo ci tranquillizza e ci spinge ancora di più, come amministrazione, a collaborare nella sorveglianza e videosorveglianza della città. Grazie alle telecamere, che stiamo continuando a installare, gli ingressi di Lanciano sono videosorvegliati e le immagini a disposizione della polizia in tempo reale. Ovunque assistiamo a una deriva verso azioni delittuose, probabilmente esasperate anche dal Covid. In quest’ottica è fondamentale mantenere e tutelare i presidi di legalità».
Controllo che, però, sembra mancare nella zona industriale di Follani-Marcianese. «Non è un caso che si siano dati appuntamento qui», dice Giovina Nasuti, residente storica e componente del comitato che da anni chiede la riconversione dell'area, «questa era una zona residenziale, distrutta negli anni Settanta. Di giorno è viva con gli uffici e le poche aziende rimaste, la gente ci viene a passeggiare e nel fine settimana non c’è traffico. Ma è anche una zona abbandonata e senza controllo, servirebbero almeno le telecamere. Al posto delle aziende che hanno chiuso o fallito c’è degrado, sporcizia, abbandono. Non abbiamo tutela da alcun ente, perché è rimasta una zona ibrida».
«L’Arap, con il presidente Giuseppe Savini, ha iniziato la revisione di tutte le aree industriali», fa sapere Pupillo, «partendo dalle città più grandi che hanno nuclei industriali, tra cui Lanciano. È il momento, dopo 30 anni, di riscrivere e ridisegnare queste aree, anche in relazione al Piano territoriale di coordinamento provinciale della Provincia. I tempi saranno lunghi, ma era importante partire». «Ben venga», commenta Giovina Nasuti, «ma non permetteremo una riqualificazione selvaggia. Siamo pochi residenti, ma siamo la storia di questo quartiere».
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