I rilevatori del censimento: noi, mai pagati

Protestano i dieci addetti: «Abbiamo finito il nostro lavoro, ma il Comune non ci versa i compensi»
CHIETI. Protestano i dieci rilevatori Istat che sono stati assunti per le operazioni connesse al censimento della popolazione teatina. Da novembre attendono di essere pagati ma, a quanto dicono, le somme sono state inviate dall’Istituto nazionale di statistica al Comune di Chieti nello scorso mese di novembre, ma a loro i soldi non sono mai arrivati. «Lo scorso 23 dicembre è terminato», dicono i dieci rilevatori, «il censimento permanente delle abitazioni e della popolazione 2021 e il Comune di Chieti per tale rilevazione ha incaricato, attraverso un contratto di lavoro autonomo, dieci rilevatori. I dieci rilevatori dichiarano di aver firmato una ricevuta a metà dicembre per la ricezione di un anticipo del 30% del compenso. Ma a tutt’oggi nulla». I rilevatori chiedono dunque al Comune di poter avere ciò che spetta loro e sottolineano che è già accaduto nel corso di precedenti rilevazioni che il Comune di Chieti desse i compensi «solo dopo una pubblica denuncia da parte degli stessi rilevatori».
Il censimento permanente della popolazione e delle abitazioni è partito dall’ottobre 2018. Da allora, per la prima volta, l’Istat ha deciso di rilevare con una cadenza annuale e non più decennale le principali caratteristiche della popolazione italiana e le sue condizioni sociali ed economiche a livello nazionale, regionale e locale. Per aiutare i cittadini a rispondere alle domande del questionario Istat vengono messi a disposizione dei rilevatori che si occupano di tutte le mansioni inerenti il censimento. «Un incarico reso ancora più difficile in era Covid», sottolineano i rilevatori. (a.i.)

