I Ris ricostruiscono l’agguato al pugile

30 Aprile 2018

Nuova perizia sul tentato omicidio. Gli avvocati del pescatore in carcere da 4 mesi chiedono il ritorno in libertà

VASTO. Nuovo capitolo nell’inchiesta sul tentato omicidio del pugile Domenico Urbano. Il prossimo 15 maggio, nella caserma dei carabinieri del Ris di Roma, sarà eseguita una perizia irripetibile sui reperti sequestrati dagli investigatori il giorno di Natale nella casa in cui il pescatore vastese Francesco Orticelli, 54 anni, colpì con un coltello il cognato Urbano, 41 anni, ex pugile professionista. Alla perizia, dalla quale dipende il futuro di Orticelli ancora in arresto, assisteranno periti e legali delle parti in causa.
«VIA DA VASTO». Dal giorno dell’accoltellamento Orticelli è in carcere. Oggi il gip del tribunale di Vasto Fabrizio Pasquale risponderà alla nuova richiesta di scarcerazione avanzata dagli avvocati del pescatore, Giovanni Cerella e Fiorenzo Cieri. La difesa dell’arrestato ha chiesto la remissione in libertà con allontanamento dal territorio: lontano da Vasto, dice la difesa, Orticelli non potrebbe nuocere al cognato rivale. Finora, sia il gip che il tribunale del Riesame hanno ritenuto gravi gli indizi a supporto dell’accusa di tentato omicidio e, quindi, hanno definito necessaria la detenzione. La difesa insiste sulla tesi della «legittima difesa putativa»: Orticelli avrebbe tirato la coltellata al cognato per evitare che sua moglie venisse massacrata.
LITE A NATALE. Il 25 dicembre scorso, Orticelli ferì alla gola Urbano provocandogli la rottura della giugulare e una devastante emorragia. Gli avvocati del pescatore insistono sul fatto che Orticelli non volesse uccidere il pugile. «Non è nella sua indole», dicono i legali, «e lo stesso gip ha escluso la premeditazione». Gli avvocati hanno chiesto ai giudici di acquisire anche la testimonianza della suocera dei due cognati rivali. L’anziana ha raccontato gli antefatti e quello che è accaduto: Orticelli sarebbe arrivato a casa della famiglia della moglie, dove si trovava anche Urbano, solo perché chiamato dalla donna che gli avrebbe chiesto aiuto. In lacrime, la moglie lo avrebbe pregato di raggiungerla affermando di essere stata picchiata con violenza dal cognato. Tra Orticelli e Urbano prima sarebbe nata un’accesa discussione e poi la colluttazione con la coltellata alla giugulare, sferrata con un coltello a serramanico.
PERIZIA DECISIVA. Subito dopo il fatto, i carabinieri della Compagnia di Vasto e i Ris hanno eseguito accertamenti nella casa in cui si è verificata la cruenta lite. I risultati delle analisi ordinate dal sostituto procuratore Gabriella De Lucia saranno esaminati il 15 maggio a Roma. Il taglierino afferrato dal pescatore e gli indumenti di Orticelli verranno analizzati davanti alle parti rivali per trovare tracce o indizi che raccontino cosa è successo prima dell’accoltellamento. Il coltello, prima che venisse afferrato da Orticelli, era stato preso da altri? Se, quando Orticelli è arrivato a casa dei suoceri, la moglie era ferita e lui l’ha soccorsa, sui suoi vestiti dovrebbero esserci tracce del sangue della moglie. L’esito dell’atto irripetibile sarà fondamentale. Urbano è assistito dagli avvocati Nicola Artese e Emanuele Ciuffi che hanno scelto la linea del riserbo.
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