I rischi sulla provinciale spaccata in due

Rifranato il tratto fra Chieti a Casalincontrada riaperto appena un mese fa, via Masci non è nulla rispetto a tutto il resto
CHIETI. Fa paura il dislivello tra le due carreggiate della provinciale numero 8 che collega Chieti a Casalincontrada. Tra i due piani d’asfalto c’è un balzo di un metro e trenta, forse di più. E se di notte, quindi al buio, un’auto sbuca dalla curva lì accanto e va troppo veloce, la tragedia è praticamente inevitabile. Non c’è alcuna protezione per gli automobilisti che vanno di fretta. Siamo andati a caccia delle strade della vergogna. Il nostro viaggio parte dalla peggiore di tutte. Roba da non credersi. O, come dice il signor Pasquale, un anziano residente che ci indica la zona: «Nu mese fa l’hanne rifatte, ma arfranate n’atra vote...».
Sì, un mese fa la provinciale 8, dopo che i lavori annunciati un anno fa sono terminati, è stata riaperta. Ma è di nuovo rifranata in più punti. Come in questo tratto dove la carreggiata è spaccata a metà e dove passano quindici auto al minuto anche se sono le 11 di domenica. E’ la strada dei pendolari: un fiume di gente che ogni giorno scende a Chieti oppure in Val Pescara, dal Casale e Bucchianico. Ma che all’improvviso si ritrova davanti agli occhi la strada sventrata in curva con il guardrail precipitato a valle.
La tragedia è dietro l’angolo ma la Provincia si trincera dietro l’alibi del “non abbiamo un euro”, che è diventato un odioso mantra. Un funzionario della polizia stradale ci spiega che però non c’è scusa che tenga. In caso d’incidente mortale, le responsabilità penali, seppur colpose, ricadrebbero sull’ente preposto alla manutenzione. Cioè sulla Provincia di Chieti. Che fare?
«Quella strada andrebbe chiusa!», esclama il poliziotto. Così come andrebbe interdetta l’altra provinciale che parte poco più avanti dalle nuove frane e conduce a Brecciarola, tra il bar jolly e il Villlaggio della Speranza di suor Vera. Sembra un paesaggio lunare, o la cute increspata di un vecchio Sioux, questa seconda strada della vergogna dove, ieri mattina, quattro ragazzotti in moto da cross, e rigorosamente senza casco, facevano le corse e rischiavano al vita sfrecciando su almeno una decina di tratti-colabrodo. In particolare, quello che passa accanto ad una vecchia quercia dove l’asfalto è letteralmente scarnificato come se ci fossero passati sopra cento carrarmati. Ma davvero non ci sono soldi per rimettere un po’ di toppe e scongiurare un finale tragico? Giriamo la domanda al presidente della Provincia, Mario Pupillo. Il suo ente, due giorni fa, ha annunciato, attraverso il consigliere provinciale Enrico Iacobitti, che entro mercoledì partiranno i lavori per i crateri di via Masci, la principale strada di accesso a Chieti dove le ruote e i semiassi si spaccano come grissini. Ieri siamo tornati anche in via Masci a vedere le auto che per evitare le buche invadono la corsia opposta rischiando incidenti frontali. Ma via Masci è un peccato veniale rispetto a tutto il resto.

