«I sacerdoti siano missionari d’amore porta a porta»

25 Marzo 2016

Centottanta parroci hanno partecipato alla messa Crismale per rinnovare con il vescovo Forte la loro promessa a Dio

CHIETI. La cattedrale di San Giustino invasa da cappe dorate. 180 sacerdoti, con i loro paramenti liturgici color oro, provenienti dalle 150 parrocchie dell’arcidiocesi di Chieti Vasto, hanno preso parte ieri mattina alla celebrazione della Messa crismale. A celebrarla c’erano l’arcivescovo Bruno Forte insieme a monsignor Cassio Menna, vicario generale, monsignor Michele Giulio Masciarelli, presidente del Capitolo metropolitano, monsignor Giuseppe Di Falco, vescovo emerito di Sulmona Valva, e don Gianni Sciorra, vicario per il Vasto.

La celebrazione, durata oltre un’ora e mezza, ha visto in chiusura la benedizione degli oli del sacro Crisma, degli Infermi e dei Catecumeni. Scandita dalla musica e dal coro della parrocchia di San Donato Martiri di Fossacesia, la messa solenne ha avuto il suo momento culminante quando i 180 sacerdoti hanno rinnovato le promesse sacerdotali. Una volta l’anno, in occasione della veglia pasquale, i presbiteri, infatti, rinnovano il loro impegno di fedeltà a Dio a servizio dei fratelli.

È stato un momento molto intimo e sentito per tutti e anche monsignor Forte ha avuto modo di condividere con i suoi sacerdoti il ricordo della propria ordinazione avvenuta a Napoli. Rispondendo per tre volte “sì, lo voglio”, il rito si è compiuto e gli impegni assunti nel giorno dell’ordinazione sono stati rinnovati, alla presenza di tantissimi fedeli. Nell’anno giubilare della misericordia, i sacerdoti non possono che diventare nell’omelia di monsignor Forte «ministri di misericordia».

Un ministero che viene esercitato all’interno di una “Chiesa in uscita”, vale a dire, per ripetere le parole dell’arcivescovo, «non arroccata in se stessa, ma proiettata nel servizio d’amore a tutti e a ciascuno, comunità accogliente, pronta ad accompagnare le persone nel discernimento dei doni di Dio e dei suoi progetti, pronta ad offrire a ciascuno cammini di integrazione piena nella vita del popolo santo di Dio». Una Chiesa in uscita, ha continuato Forte, «è una comunità che ama, che vive cioè il primato della carità al suo interno e nel rapporto con tutti». L’appello, inoltre, è stato quello ad andare verso tutti: «Dobbiamo farci missionari della misericordia porta a porta sforzandoci di avvicinare tutti e ciascuno in uno slancio mai sazio di missione convinta e generosa, protesa a raggiungere personalmente ciascuno. Certo, questa prospettiva può sembrarci superiore alla nostre forze, che spesso avvertiamo deboli e limitate: è però il Signore a inviarci e questa sua fiducia nella nostra povertà non può non innamorarci e motivarci».

Ad ascoltare l’omelia, in prima fila tra le cappe dorate, c’era anche padre Anatoliy Griytsk del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. (a.i.)