I sindacati accusano: caos a Chieti Solidale

29 Novembre 2018

CHIETI. «Ci risulta che gli stipendi dei farmacisti della Chieti Solidale non siano stati pagati. Stessa cosa per premi di produzione che dovevano essere corrisposti il mese scorso». Esprime grande...

CHIETI. «Ci risulta che gli stipendi dei farmacisti della Chieti Solidale non siano stati pagati. Stessa cosa per premi di produzione che dovevano essere corrisposti il mese scorso». Esprime grande preoccupazione il delegato provinciale Uil Fpl Marco Angelucci, secondo il quale la trasformazione da azienda in società a responsabilità limitata sta gettando Chieti Solidale nel caos. Stesse considerazioni anche da parte degli altri sindacalisti. Mario Miccoli, segretario regionale Uiltucs Abruzzo, riferisce di «condizioni di lavoro e sicurezza assai critiche nella sede di Chieti Solidale: assenza di riscaldamento, barriere architettoniche, mancanza di ascensore e di servizi igienici adeguati». Per questi motivi Angelucci e Miccoli hanno inviato un’interrogazione al servizio di Prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro della Asl, al Comando provinciale dei vigili del fuoco e, per conoscenza, al prefetto di Chieti e all’Ispettorato del lavoro.
Ieri si è svolta anche l’assemblea dei lavori di Chieti Solidale indetta da Usb, Cgil e Confsal. Per i sindacati erano presenti rispettivamente Silvio Di Primio, Giuseppe Rucci e Smeraldo Ricciuti. «L’assemblea», dicono i tre sindacalisti, «nell’esprimere la propria preoccupazione per la grave situazione in cui l’azienda/Srl Chieti Solidale è stata trascinata dall’operato dell’amministrazione comunale, che ha scaricato sulla stessa costi e passività, respinge con fermezza il ricatto che i consiglieri di maggioranza in consiglio comunale hanno esplicitato più volte con dichiarazioni sulla vendita della farmacia di Filippone. E cioè che se non si arriva alla vendita della stessa “vi saranno ulteriori dismissioni e danni da pagare in particolare dai dipendenti della Chieti Solidale”». Usb, Cgil e Confsal auspicano infine che la farmacia di Filippone non venga venduta, poiché «se a Chieti i servizi sociali minimi continuano a essere erogati è perché la Chieti Solidale, anche soprattutto con i proventi delle farmacie, sopperisce al mancato trasferimento dei fondi dal Comune che continua ad avere un debito di circa 4 milioni e mezzo nei confronti dell’azienda». (a.i.)