I sindacati contestano Schael: va licenziato

18 Ottobre 2020

Lettera di protesta alla Regione: offese al personale sanitario, il manager deve essere allontanato

LANCIANO . L’incontro sindacale per i premi Covid svolto il 6 ottobre era terminato con il direttore generale Thomas Schael che avrebbe offeso il personale, come hanno riportato Nursing Up e Nursind sul Centro. Personale «che si era infettato per propria “stupidità” e non perché si era privi dei dispositivi di protezione». Ma quelle parole, un macigno per chi ha lavorato mesi in prima linea nelle corsie dell’ospedale, non sono rimaste chiuse nell’incontro e ora hanno spinto l’Intersindacale sanitaria abruzzese, che raccoglie numerose sigle che rappresentano medici e personale del comparto (Anpo, Aupi, Cgil –medici, Cimo, Cisl-medici, Feder, Anisap, Fesmed, Fismu, Nursind, Nursing Up, Sidirss, Simpef, Sinafo e Snr) a scrivere una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza, al presidente della Regione Marco Marsilio e all’assessore alla salute Nicoletta Verì perché Schael venga licenziato. «Siamo passati da eroi a c…; è troppo».
E a chiedere conto della situazione in Regione è ora il consigliere Francesco Taglieri (M5S). «Non sono bastate tutte le criticità emerse nella gestione della fase acuta della pandemia», dice Taglieri, «adesso sembra che il direttore generale Asl Schael, si sarebbe perfino permesso di attaccare gli stessi operatori, che nei mesi scorsi sono stati in prima fila per aiutare i cittadini abruzzesi nella lotta contro il virus. Avrebbe detto: “questo non è l’incentivo perché hai fatto il c... non facendo quello che dovevi fare”. Un atteggiamento inaccettabile, riportato dall’Intersindacale sanitaria abruzzese, che, se confermato, rappresenterebbe una vergognosa mancanza di rispetto verso quelle persone che, anche in assenza di un equipaggiamento idoneo ad affrontare la pandemia, non si sono mai risparmiate, a costo di compromettere la propria salute. Per mesi infatti», ricorda il consigliere, «abbiamo denunciato la disorganizzazione in cui si è trovata la Asl, con disposizioni che non facevano menzione né a misure di contenimento del contagio per gli operatori, né a qualsiasi sorveglianza sanitaria. Il piano di organizzazione territoriale poi è stato più volte modificato a causa delle continue positività che emergevano anche in strutture che non sarebbero dovute essere intaccate dai casi Covid, poi diventanti luoghi di contagio. Un esempio è l’ospedale Renzetti che fu focolaio Covid con 4 reparti chiusi, decine di medici, infermieri, oss, ausiliari ammalati e pazienti che sono addirittura poi morti (è in corso una inchiesta della procura in merito, ndc). E i lavoratori rimasti in corsia senza mai risparmiarsi anziché essere premiati, vengono ingiuriati». Taglieri chiede alla Regione di capire cosa sia accaduto e, se confermato quanto riportato nella lettera sindacale, di rimuovere dall’incarico, che è politico, Schael.