I sindacati: ora chiarimenti sulla sicurezza

24 Gennaio 2015

L’avvocato Cerella dell’azienda: «Bisogna attendere per stabilire dinamica e responsabilità»

VASTO. Lesioni gravi e violazione delle normative antifortunistiche. Sono i reati ipotizzati dalla Procura militare di Verona che si occupa dell’esplosione avvenuta ieri nel Parmense. Nell’incidente sono rimasti feriti due operai della Esplodenti Sabino. Una vicenda che in paese ha riportato alla memoria quello che avvenne a Casalbordino nel 2009: l’esplosione di un razzo luminoso il 12 ottobre trasformò un operaio di 44 anni, G.M., in una torcia umana, ferendo in modo più lieve il chimico che era al suo fianco. G.M. subì 16 trapianti cutanei.

Il sindaco di Casalbordino, Remo Bello, è riuscito ad avere ieri solo notizie frammentarie. «Nessuno sa nulla con certezza», dice. Particolare confermato dal legale della Esplodenti Sabino, l’avvocato Giovanni Cerella, di Vasto. «Per stabilire dinamica e responsabilità è meglio attendere», afferma l’avvocato Cerella.

I sindacati chiedono che sull’incidente venga fatta presto luce. Fp-Cgil, Fp-Cisl, Uil-Pa, Filctem-Cgil, Femca-Cgil, Uiltec-Uil dell’Emilia Romagna, unitamente alle segreterie federali Cgil, Cisl e Uil, segnalano in una nota il fatto che, «oltre ai circa 65 dipendenti statali diretti, tra impiegati e operai, all’interno dello stabilimento opera un gruppo di 5/6 lavoratori di un’azienda in appalto che utilizza procedure di sicurezza sulle quali da anni si chiedono chiarimenti, mai forniti dalla dirigenza. Ciò che è dato conoscere è che altri incidenti avevano già coinvolto in passato la ditta in questione, sia nella sede di Casalbordino che a Noceto, con azioni di denuncia, anche presso l'amministrazione comunale, e uno sciopero per rivendicare garanzie di sicurezza e tutela dei lavoratori dello stabilimento».

«A prescindere da quanto sarà possibile accertare sugli eventi odierni», prosegue la nota sindacale, «va detto che in più occasioni, sono state segnalate dai responsabili sindacali per la sicurezza agli organi competenti criticità legate al mancato adeguamento alle ultime normative in materia». (p.c.)

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