«I soldi della Bandiera blu noi li investiamo sui lidi»

SAN VITO CHIETINO . Le acque di balneazione sono buone e a certificarlo è l’Arta. Le analisi eseguite dall’Agenzia regionale per la tutela ambiente ad aprile hanno rivelato uno stato buono delle...
SAN VITO CHIETINO . Le acque di balneazione sono buone e a certificarlo è l’Arta. Le analisi eseguite dall’Agenzia regionale per la tutela ambiente ad aprile hanno rivelato uno stato buono delle acque di balneazione in tutti e quattro i punti di prelievo antistanti il tratto di costa del Comune: 100 metri a nord della foce del fiume Feltrino, 50 metri a sud di Fosso Cintioni, la zona antistante il molo sud e quella della Calata Turchino. Anche nei punti storicamente più critici, Feltrino e Cintioni, i dati sono risultati buoni. Addirittura migliori degli altri due punti. Scorrendo i dati relativi ai prelievi fatti il 17 aprile scorso, si nota che i due batteri che creano più problemi, ossia gli enterococchi e gli escherichia coli, sono abbondantemente sotto i limiti di legge. Gli enterococchi sono 4/100 ml a Fosso Cintioni e al Feltrino mentre sono 19/100 ml e 12/100 ml rispettivamente nella zona del molo sud e a Calata Turchino. E il limite accettato per le acque marine è di 200 Ufc/100 ml. L’escherichia coli è minore di dieci in tutti e quattro i punti dei prelievi. E qui il limite accettato è di 500 Ufc/100 ml. «C’è un generale miglioramento della qualità delle acque nelle principali spiagge sanvitesi», dice il vicesindaco Roberto Nardone, «è un primo passo verso il superamento delle ordinanze balneari che, seguendo le comunicazioni della Regione Abruzzo-Servizio acque marine, dipendono evidentemente dal dato storico». Alla foce del Feltrino e a Cintioni, infatti, i divieti di balneazione ci sono da anni, anche se dall’estate scorsa, quando è stato attivato il depuratore di Santa Croce, lo stato delle acque in quel tratto di mare è migliorato. Se le acque sono pulite allora perché a San Vito non sventola la Bandiera blu? «Non ne abbiamo fatto richiesta», spiega Nardone, «la Fee che assegna i vessilli è una fondazione che non certifica la qualità delle acque come invece fa l’Arta. Inoltre la bandiera ha dei costi e i soldi preferiamo investirli in opere concrete sulle spiagge e sulla costa». (t.d.r.)

