I sospetti di Rosanna: «Papà è stato rapito»

29 Dicembre 2017

A 290 giorni dalla sparizione ancora nessuna traccia di Benito Della Penna. La figlia: qualcuno forse l’ha portato via in auto

GUARDIAGRELE. «Papà, secondo me, è stato rapito». Non c’è rassegnazione nelle parole di Rosanna Della Penna, figlia di Benito Della Penna, il pensionato di 83 anni scomparso lo scorso 15 marzo. «È impossibile che mio padre si sia potuto spingere troppo lontano con le sue gambe e non è neanche possibile che l’abbiano investito, altrimenti sarebbero rimaste delle tracce, qualcosa di lui si sarebbe trovato tra occhiali in frantumi, bastone e cappello. Qualcuno è passato con un veicolo, l’ha caricato su e l’ha portato via». Sembra sempre più convinta di questo la figlia di Benito. «Vorrei che fossero controllate le telecamere messe lungo il tratto di strada frequentato da mio padre nelle sue solite camminate e risalire alle targhe delle auto che nel corso della giornata sono passate di lì e fare dei controlli».
Èstato un Natale decisamente diverso dai soliti quello trascorso dai familiari dell’anziano residente in contrada Piana San Bartolomeo di Guardiagrele, al civico 19, lungo la strada provinciale 215, vicino al bivio di Casoli, che era uscito di casa tra le 17 e le 17,30 per fare la sua consueta passeggiata e andare a trovare il genero Raffaele nella vicina campagna, dove però non è mai arrivato. Indossava Benito aveva un giubbotto blu leggero, jeans, cappello classico, scarpe di pelle, occhiali da vista e portava l’immancabile stampella azzurra. Da poco, infatti, si era operato per un problema alla gamba. Sono passati ormai 9 mesi e 14 giorni - in tutto 290 giorni - e dell’uomo non c’è ancora nessuna traccia. In questo lungo lasso di tempo sono state condotte svariate ricerche con la partecipazione dei carabinieri, vigili del fuoco, Croce rossa e Protezione civile, unità cinofile e anche l’utilizzo di un elicottero - il tutto coordinato dalla prefettura - senza avere però nessun riscontro. La famiglia aveva anche chiesto nuovi sopralluoghi con l’utilizzo di cani da cadavere che perlustrarono il tratto di strada frequentato da Benito e che dopo aver annusato un suo capo d’abbigliamento non sono mai andati oltre il bivio di Piana San Bartolomeo, segno che almeno le tracce olfattive si fermano in quella zona.
«Chiederò la riapertura delle ricerche», riprende la figlia: sono state infatti escluse dai precedenti sopralluoghi quelle zone impervie nelle vicinanze dell’abitazione per scelte operative. A incidere su questa decisione sono state l’età di Benito e la sua difficoltà a deambulare.
Il dubbio di Rosanna, però, rimane sempre lo stesso: si poteva fare di più? Sottolinea inoltre l’indifferenza mostrata dalle istituzioni alle continue richieste di ripresa delle ricerche lanciate anche dall’associazione Penelope Abruzzo che, sotto il coordinamento della presidente Annalisa Loconsole, si era fatta parte attiva della vicenda. Il sodalizio, che si occupa delle famiglie e degli amici delle persone scomparse, organizzò anche una fiaccolata per le strade del centro storico lo scorso 16 settembre per mantenere viva l’attenzione sul caso di Benito e sollecitare nuove indagini. «Al momento sul caso Della Penna non ci sono ipotesi di reato», afferma Katia Ferri, avvocato dell’associazione e anche legale della famiglia Della Penna.
Della scomparsa di Benito si è occupata più volte anche la trasmissione televisiva di Raitre “Chi l’ha visto?” con gli appelli della famiglia e le foto dell’uomo ma senza nessuna novità. «Qualcuno sa, e spero che prima o poi si faccia vivo», conclude Rosanna alludendo a un probabile rapimento. «Non sono disposta a fermarmi e continuo a chiedere ulteriori sopralluoghi per non far cadere nel dimenticatoio la scomparsa del mio amato padre».
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