I testimoni del bombardamento del 1944

17 Aprile 2021

Lanciano. In un libro i racconti di una decina di scampati al raid aereo dei tedeschi su Corso e piazza

LANCIANO. C’è Adolfo Paolini, oggi 91enne, che scampò la bomba perché trattenuto dal maestro di bottega. Mario Di Diego, all’epoca appena 10 anni, fu sbalzato nella scarpata tra i rovi. A 88 anni Stanislao Sala ricorda di essersi precipitato in piazza a cercare i propri familiari dopo aver visto arrivare gli aerei e sentito scoppi e boati. I racconti, le testimonianze, gli aneddoti dei testimoni del bombardamento aereo del 20 aprile 1944 ora sono raccolti in una pubblicazione, “Ricordo quel giorno”, promossa dall’amministrazione comunale e curata dallo storico Mario Salvitti. Una decina di testimonianze per fissare per sempre nella memoria i frammenti di quella maledetta giornata, in cui persero la vita circa 35 lancianesi e centinaia di soldati delle forze alleate.
Fra qualche giorno ricorrerà il 77° anniversario, che sarà celebrato con una cerimonia in tono minore a causa delle restrizioni per il Covid. Quel giorno del 1944, sei mesi dopo la rivolta dei Martiri Ottobrini (5 e 6 ottobre 1943), Lanciano visse un’altra tremenda pagina di storia. Alle 11,24 gli stukas tedeschi bombardarono piazza Plebiscito e corso Trento e Trieste, che erano pieni di automezzi militari alleati e di cittadini, e il quartiere Lancianovecchia. «L’idea di raccogliere le testimonianze dei pochi superstiti di quella tragedia», dice il sindaco Mario Pupillo, «è nata dopo la celebrazione di due anni fa. Come amministrazione comunale abbiamo sempre coltivato l’esercizio della memoria con tante iniziative per tutelare il patrimonio storico e culturale della città e questa pubblicazione aggiunge un ulteriore tassello».
«Ogni protagonista ha raccontato quel giorno da una prospettiva diversa», spiega Salvitti, «inserendo situazioni personali e familiari, di cui non avremmo mai avuto conoscenza e che ci fanno capire il contesto in cui quel fatto è accaduto. Insieme all'editrice “Nuova Gutemberg”, abbiamo creato un’opera agile, facilmente fruibile dalle scolaresche». Il prossimo passo sarà un “monumento luminoso” per ricordare quanto accaduto in piazza Plebiscito che, sottolinea Salvitti, «non è solo luogo di socializzazione, ma un vero e proprio sacrario». «Una lastra di piazza Plebiscito», conferma il sindaco, «diventerà una “pietra d’inciampo” illuminata per ricordare i caduti del 20 aprile 1944 a tutti coloro che la osserveranno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA