I titolari di bar, pub e ristoranti: «Siamo pronti per la zona bianca»

I locali tornano a riempirsi: «I primi segnali sono positivi, i clienti hanno voglia di voltare pagina» Cresce il passeggio lungo corso Marrucino: «In tanti continuano ad evitare i centri commerciali»
CHIETI. Riaperte le porte dei ristoranti e tornato il caffè al bancone dei bar, adesso manca solo l’abolizione del coprifuoco che sparirà da lunedì prossimo. Manca poco al ritorno della zona bianca che dovrebbe scattare da lunedì 7 e in città sale l’attesa di ristoratori, baristi e gestori di pub e birrerie. E chi l’avrebbe detto prima dell’avvento del virus che «la normalità è sinonimo di benessere», come sostiene convintamente Massimiliano D’Orazio, che insieme a Serena Cerritelli gestisce il pub Cafè Racer in via Tirino a Chieti Scalo. «La nostra clientela sta rispondendo bene a questa ripresa», dice D’Orazio, «stiamo ovviamente rispettando tutte le regole anti-contagio, le forze dell’ordine sono venute a fare i controlli e hanno sempre trovato tutto in ordine. Insomma: ci è tornato il sorriso».
Sempre allo Scalo Alessandro Nives ha deciso di affrontare il difficile momento dando in gestione il Bros, bar-birreria meta preferita della clientela più giovane, per aprire sempre in viale Croce allo Scalo un nuovo locale, il Beccafico Fish Hour: «Segnali positivi in questo periodo ne abbiamo avuti tanti», dice Nives, «e devo dire che è entusiasmante. Ci stiamo finalmente liberando di questo virus e, rispetto all’anno scorso, c’è meno timore del futuro, grazie alla campagna vaccinale e alla maggiore conoscenza di cos’è il Covid. All’inizio non sapevamo cosa stava succedendo, ora invece abbiamo imparato ad affrontare questa emergenza. Adesso siamo felici, positivi e con tanta voglia di lavorare».
Il sorriso dietro la mascherina spunta anche sul volto di Gabriella D’Orazio, che con la famiglia gestisce il Gran Caffè Vittoria in corso Marrucino: «Per fortuna, anche con il solo servizio di asporto, noi abbiamo sempre lavorato bene», dice seduta alla cassa da dove controlla il locale-simbolo del centro storico teatino, «e adesso che i clienti possono tornare a essere serviti al bancone siamo ancora più contenti, sia noi che loro. Ultimamente poi corso Marrucino sembra essersi ripopolato, sarà forse anche perché c’è qualcuno che non si fida di tornare nei centri commerciali al chiuso».
Tra le persone pronte a festeggiare la fine del coprifuoco c’è un altro barista, il titolare del bar Trinità in piazza Trento e Trieste, Christos Cotsias. Il barista non teme di autodenunciarsi: «Ho violato il coprifuoco», dice, «l’ho fatto per avere un’ora di libertà nella notte. Non credo sia giusto che lo Stato possa privare un cittadino che non ha commesso reati della propria libertà».
Il barista dovrà attendere la prossima settimana per vedere abolita questa limitazione, mentre da questa settimana si è tornati a lavorare in piena regola nello storico ristorante Nino, a un passo dalla Trinità, che, non avendo a disposizione spazio esterno dove poter mettere i tavolini, ha continuato a restare chiuso, lavorando solo per asporto e delivery.
«Finalmente siamo tornati a far rientrare i nostri clienti», dice Raffaella Giampietro, «e siamo molto contenti anche perché la prossima domenica possiamo festeggiare i 70 anni di attività. Una lunga e bella tradizione che la nostra famiglia porta avanti, anche se in questo periodo con moltissima fatica». Il ristorante Artemide, in via Fonte Chiaro da Capo ai confini della città, ha avuto invece la possibilità di sistemare i tavoli all’aperto, «ma già con qualche grado centigrado in meno era difficile poter lavorare bene», dice il giovane proprietario Manuel Di Michele, «siamo quindi molto contenti di essere potuti tornare a far accomodare i nostri clienti all’interno, anche se la limitazione dei tavoli da quattro ci pone molti problemi. Secondo le norme, infatti, solo i nuclei familiari possono stare seduti in tavoli più grandi, altrimenti non si può andare al di là dei quattro posti a tavolo. Questo ci condiziona molto: non sappiamo ancora come gestire compleanni, battesimi, comunioni e cresime. Anche per questo molti clienti sono ancora alquanto titubanti».
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