I verdi: sì alle bici sul nuovo Corso e alla città senza auto

6 Novembre 2019

LANCIANO. Sì alle bici lungo corso Trento e Trieste. L’appello all’amministrazione comunale arriva, oltre che da numerosi cittadini che utilizzano le due ruote per gli spostamenti in centro, anche...

LANCIANO. Sì alle bici lungo corso Trento e Trieste. L’appello all’amministrazione comunale arriva, oltre che da numerosi cittadini che utilizzano le due ruote per gli spostamenti in centro, anche dai Verdi Lanciano, in seguito all’ordinanza che rende il rinnovato corso aperto «esclusivamente ai pedoni» con l’apposizione della segnaletica di percorso pedonale che, a differenza di «area pedonale» impone che si scenda dalla bici per spingerla a mano.
«Ci dispiace constatare che l’amministrazione comunale, nel suo pur lodevole intento di liberare il centro storico dal traffico motorizzato, si sia lasciata prendere la mano precludendo l’accesso di corso Trento e Trieste anche alle biciclette», interviene il coordinatore dei Verdi Lanciano, Stefano Luciani, «riteniamo che un’amministrazione moderna debba incentivare tale mezzo di trasporto e non bollarlo come un intralcio per i pedoni. Soprattutto ciò non è ragionevole con riguardo a corso Trento e Trieste dato che la sua ampiezza garantisce l’agevole convivenza di pedoni e ciclisti. Questa scelta, inoltre, è in contraddizione con quella della costruzione di una pista ciclabile in via del Mare che dovrebbe essere l’inizio di un percorso ciclabile che attraversi l’intera città. I Verdi si battono da sempre per stimolare la crescita della mobilità ciclabile perché è più pulita, più sana, più civile e di conseguenza trovare delle forme di mobilità alternative che disincentivino l’uso dell’automobile, non permettere alle biciclette di percorrere il corso principale della città appare come una scelta contraria a questi principi».
E i Verdi accolgono l’appello anche dell’associazione LaVeNum che da sempre si batte per una mobilità sostenibile e su abitudini più salutari per i cittadini. «Se l’intenzione che sottende l’ordinanza è quella di tutelare i bambini», commenta Franco Mastrangelo, presidente dell’associazione, «perché non si interviene da subito all’esterno delle scuole dove i rischi per la salute dei più piccoli sono concreti, continui ed evidenti? Essere investiti da un’auto (come già successo) non è la stessa cosa dell’essere investiti da una bici, e queste ultime non producono velenosi gas di scarico. Pertanto mi aspetto al più presto, in accordo con la polizia municipale, un’ordinanza per il divieto del passaggio di auto e veicoli a motore nei dintorni di tutte le scuole di Lanciano almeno negli orari di entrata ed uscita». (d.d.l.)
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