I volontari in prima linea: al lavoro anche le amiche dell’Ucraina e della Russia

CHIETI. «La solidarietà è arrivata da tutte le parti. In maniera commovente e sorprendente». Giovanni Volpe, responsabile della sezione teatina dell’associazione Bethel Italia, sta continuando a...
CHIETI. «La solidarietà è arrivata da tutte le parti. In maniera commovente e sorprendente». Giovanni Volpe, responsabile della sezione teatina dell’associazione Bethel Italia, sta continuando a raccogliere prodotti da mandare in Ucraina. La sua associazione, come banco alimentare della chiesa evangelica, si occupa già da tempo della spesa solidale a sostegno delle famiglie in difficoltà di Chieti e dintorni. Adesso, però, nell’arco dell’ultima settimana ha concentrato tutti gli sforzi sul sostegno all’Ucraina. Tra i volontari ci sono anche due giovani amiche che si sono messe a disposizione dell’associazione, si chiamano Diana e Masha, una è russa e l’altra ucraina: la guerra non le ha divise, anzi ha rafforzato la loro amicizia e la volontà di sostenere il popolo ucraino e dire no alle bombe. «Devo ringraziare», dice Volpe, «quanti nell’arco di questa settimana hanno risposto all’appello della nostra associazione. Sia chi ci ha dato una mano nella raccolta, sia chi ha donato. Abbiamo chiesto prodotti alimentari e beni di prima necessità, ma insieme ad essi, abbiamo potuto toccare il grande cuore della gente».
Tra i tanti che hanno donato, ieri, è arrivato anche il Comitato pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Chieti, presieduto da Monia Scalera, che ha portato alla Bethel prodotti sanitari per un valore di mille euro. «In questa occasione», continua Volpe, «più che le istituzioni, sono stati i cittadini e le associazioni che ci hanno aiutato. A loro devo fare il nostro grazie. Sono arrivati da Chieti e dai paesi intorno». Anche la Fidapa Chieti, con la presidente Tonita Di Nisio e le socie Patrizia Politi, Dema Gemignani e Scalera, ha partecipato con la donazione di beni di prima necessità.
«Le maestre delle scuole», continua Volpe, «mi telefonavano per chiedere se potevano attivare una raccolta, perché i loro allievi avevano visto le immagini della guerra e adesso volevano fare qualcosa soprattutto per i loro coetanei. A tutte le ore della giornata è arrivata gente con una busta in mano per dare qualcosa. Anche anziane donne che facevano fatica a camminare, si sono presentante fosse solo per portare un pacchettino di biscotti. Ognuno ha fatto ciò che ha potuto. Devo ringraziare l’azienda Esa Energie che ha messo a disposizione i suoi locali per conservare i pacchi. Al Comune, infatti, da tempo stiamo chiedendo una sede più ampia, perché quella che ci ha concesso in via Pescasseroli 12, non ha spazi sufficienti per tutti i pacchi che abbiamo confezionato».
Il primo step della raccolta è terminato: la Bethel teatina è riuscita a riempire un intero tir da mandare in Ucraina. Ma Volpe sta pensando a ripetere l’operazione: «L’emergenza non è finita», dice, «dobbiamo ancora organizzarci e vedere come fare, è possibile che ripeteremo la raccolta». Il camion partirà domani per l’Ucraina. (a.i.)

