Iacovella: ex ospedale, servizi da potenziare

21 Aprile 2024

GUARDIAGRELE. Il consigliere comunale indipendente Nello Iacovella torna a parlare di sanità, evidenziando le carenze del presidio territoriale di assistenza Santissima Immacolata, l’ormai ex...

GUARDIAGRELE. Il consigliere comunale indipendente Nello Iacovella torna a parlare di sanità, evidenziando le carenze del presidio territoriale di assistenza Santissima Immacolata, l’ormai ex ospedale di Guardiagrele. «Mancano ancora specialisti e strumenti di diagnostica», denuncia Iacovella, «basti pensare che attualmente non si possono eseguire ecografie per l’assenza di un medico radiologo e queste vengono fatte solo con refertazione a distanza. Il reparto dialisi poi funziona solo tre giorni a settimana e alcuni pazienti vengono dirottati negli ospedali di Ortona e Lanciano, quando sarebbe invece sufficiente revisionare l’impianto di osmosi per renderlo attivo tutti i giorni».
Il consigliere evidenzia inoltre che gli ambulatori sono disponibili solo poche ore al giorno e il punto di primo intervento riesce a garantire il servizio h 24 con enormi difficoltà, a causa della mancanza di medici. «Con l’avvicinarsi dell’estate è assolutamente necessario dotare l’ospedale di comunità di un impianto di aria condizionata», aggiunge Iacovella, «perché non è più possibile che anziani con malattie degenerative siano costretti a subire disagi con temperature che a volte sfiorano i 40 gradi». Secondo Iacovella il distretto Marrucino, che ha Guardiagrele come capofila, «non può essere costretto ad accontentarsi sempre delle briciole, come è accaduto per gli investimenti del Pnrr dove, sui 25 milioni di euro a disposizione, si è dovuto accontentare di appena 600mila euro».
Il consigliere giudica positivamente l’annunciata istituzione della sede del numero unico europeo per l’accesso alle cure mediche non urgenti e altri servizi sanitari territoriali a bassa intensità e priorità di cura. «Ma questo», precisa, «non significa offrire servizi ai circa 40mila cittadini del bacino di utenza. Pare che il locale ospedale o casa di comunità non vedrà di notte la presenza del personale medico, a differenza di altre sedi individuate come centri di riferimento. Non parliamo infine», conclude il consigliere Iacovella, «della struttura come cosiddetto “stabilimento di Chieti” e della conseguente riattivazione dei posti per acuti, che rappresenta la più colossale presa in giro».
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