Iacovella: il nostro ospedale deve essere potenziato

GUARDIAGRELE. Potenziare l’ospedale di Guardiagrele per renderlo a misura dei pazienti. È quanto chiede il coordinatore del comitato civico La Voce Nello Iacovella che si inserisce nella polemica che...
GUARDIAGRELE. Potenziare l’ospedale di Guardiagrele per renderlo a misura dei pazienti. È quanto chiede il coordinatore del comitato civico La Voce Nello Iacovella che si inserisce nella polemica che investe l’ospedale guardiese ricordando che dal 1° aprile 2016 il presidio è stato riconvertito in Pta (presidio territoriale di assistenza). «Solo questa», osserva Iacovella, «è la realtà dei fatti. Ora, dobbiamo quindi domandarci cosa bisogna fare per riaprire la struttura. L’idea che la Regione dovrebbe rivedere la programmazione ospedaliera e riaprire l’ospedale», sottolinea Iacovella, «sembra, in tutta sincerità, una cosa fuori dalla realtà, sopratrutto in presenza del decreto 70 che fissa un numero di ospedali che debbono essere bene indicati sulla nuova rete ospedaliera. Tutto questo potrebbe essere variato solo con un emendamento del governo nazionale. Allora, cosa si può fare?».
Secondo Iacovella, si dovrebbe rivedere la programmazione del presidio: «Innanzitutto», precisa, «bisogna potenziale la specialistica ambulatoriale e dotare la struttura di strumenti e attrezzature tecnologiche perché non è possibile che una visita specialistica debba essere completata in altra sede, a causa dell’assenza degli strumenti necessari. Poi», continua Iacovella, «va potenziata la rete del Poct con una nuova strumentazione e la radiologia che è ancora priva dell’ecografo e dell’anestesista per effettuare Tac con il metodo del contrasto. Si dovrebbe poi prolungare l’orario di apertura h12, sia a servizio delle emergenze, che per smaltire le lunghe liste di attesa che scoraggiano i pazienti, portandoli a scegliere i privati. Bisogna potenziare il personale medico del Ppi che, a malapena, riesce a coprire i turni. Tutte queste criticità», conclude Iacovella, «vanno risolte con la massima urgenza perché privano il nostro presidio dei servizi indispensabili per dare adeguate risposte ad un territorio che, in materia di sanità, ha già pagato un prezzo altissimo, ricevendo in cambio solo promesse».

