Iacovella: l’ospedale deve avere più servizi per il territorio

7 Gennaio 2020

Guardiagrele. La proposta del comitato civico La Voce «No alle ipotesi di area disagiata e collegamento con Chieti»

GUARDIAGRELE . Né ospedale di area disagiata e né presidio sanitario collegato al Santissima Annunziata di Chieti. Per il comitato civico La Voce, nessuna delle due strade finora proposte può essere perseguita per rilanciare il Santissima Immacolata. Entrambe, dice Nello Iacovella, coordinatore del comitato, sono «assolutamente impraticabili». L’unica soluzione percorribile è invece quella del «potenziamento dei servizi al territorio».
La prima proposta, spiega Iacovella, «è infatti in netto contrasto con il decreto 70 del 2015 che stabilisce che la Regione possa prevedere ospedali in aree disagiate, solo per strutture che siano distanti 90 minuti da un Dea di II livello (Chieti, Pescara) oppure 60 minuti, da un Dea di I livello (Lanciano). Un requisito questo», sottolinea Iacovella, « che purtroppo non ha il nostro ospedale, visto che da Guardiagrele si può facilmente raggiungere sia Chieti che Lanciano in meno di 60 minuti. Bisognerebbe allora modificare il decreto 70, ma questa è una operazione che può essere intrapresa però solo a livello parlamentare». Il coordinatore del comitato evidenzia quindi che anche la seconda proposta di qualificare il Santissima Immacolata come «stabilimento di Chieti, restituendo a Guardiagrele un ospedale per acuti, è di difficile realizzazione, sopratutto in considerazione della situazione economica in cui versa il bilancio Asl, alle prese con disavanzo di 33 milioni di euro e con la mancanza poi di personale medico e infermieristico. La proposta», osserva Iacovella, «andava fatta eventualmente prima della riconversione, perché allo stato attuale, riaprire un laboratorio, un pronto soccorso, la radiologia h24, non è certamente un’impresa facile e occorrono inoltre risorse e personale di cui la Asl attualmente non dispone. Nascondere questa realtà, continuando ad illudere i cittadini», afferma Iacovella, «servirà solo ad alimentare una maggiore sfiducia verso la politica».
Secondo il coordinatore del comitato l’unica strada per rilanciare l’ospedale è «il potenziamento attraverso la creazione di un insieme di servizi finalizzati all’attività territoriale. Quindi», conclude Iacovella, «servono ambulatori ed esami strumentali per diagnosi complete e tempestive, l’apertura per 12 ore al giorno della radiologia con funzionamento della Tac anche con metodo di contrasto e la riattivazione dell’ambulatorio endoscopico».
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