Iacovella: troppi sprechi, servono serbatoi più grandi
GUARDIAGRELE. Crisi idrica anche a Guardiagrele: l’aumento delle temperature della stagione estiva, unitamente alla diminuzione delle piogge e nevicate invernale, sta riducendo drasticamente la...
GUARDIAGRELE. Crisi idrica anche a Guardiagrele: l’aumento delle temperature della stagione estiva, unitamente alla diminuzione delle piogge e nevicate invernale, sta riducendo drasticamente la disponibilità di acqua alle sorgenti. «Se si continua di questo passo», dice il consigliere Nello Iacovella, «tutta l’estate sarà piena di disagi e disservizi, con risvolti pericolosi anche per la salute, soprattutto con l’emergenza sanitaria ancora presente». Iacovella invoca lavori per contenere gli sprechi e recuperare l’enorme quantità di acqua che ogni giorno si disperde nelle reti, vecchie e ammalorate, alcune realizzate addirittura nel 1905. «Si stima», precisa Iacovella, «che le perdite siano di circa il 50%, quindi se si riuscisse a recuperare questa quantità di acqua sarebbe come avere a disposizione una nuova sorgente. Ma è difficile da realizzare, innanzitutto perché le risorse economiche disponibili sono insufficienti per il rifacimento di tutte le reti e poi perché la Sasi, che si è costituita nel 2003, ad oggi stranamente non conosce ancora le reti idriche e fognarie che gli sono state cedute in gestione dai Comuni, dove sono collocate, quanti chilometri e di che materiale sono fatte, infatti al riguardo non esiste uno straccio di planimetria. Una situazione», sottolinea Iacovella, «a dir poco assurda: la Sasi si ritrova a gestire un complesso di reti di cui non conosce nulla». Il consigliere aggiunge poi che è necessario aumentare la capacità dei serbatoi di accumulo in rapporto al numero delle utenze in modo tale da avere una quantità di acqua disponibile, sufficiente per programmare le fasce di chiusura e apertura. «Siamo agli inizi di luglio», continua Iacovella, «e il periodo di magra durerà fino al termine di ottobre e non ci resta che sperare in un autunno piovoso e un inverno nevoso per rifornire i bacini imbriferi delle nostre montagne. In questa situazione delicata», conclude, «ognuno però è chiamato ad assumersi le proprie responsabilità: il Comune, la Sasi e la Regione e gli altri enti devono lavorare in sinergia e trovare la soluzione per risolvere i tanti problemi che riguardano il servizio idrico all’abbandono da anni; i cittadini, naturalmente, devono collaborare al risparmio dell’acqua».

