Ianieri, D’Alessandro e Marcotullio: sono loro le sorprese

20 Novembre 2014

Dalla società civile spunta anche il nome di Formichetti Tra i grillini primeggia Di Ciano, il paladino del territorio

CHIETI. Eccoli gli outsider, quelli che non ti aspetti e che, forse, non se lo aspettavano neanche loro di ottenere tanti tagliandi del Centro con su scritto il proprio nome. Qualcuno ci puntava un po’, altri, invece, non ci credevano proprio. Come Maurizio Formichetti, una vita nello sport e tante belle manifestazioni organizzate che hanno portato Chieti alla ribalta nazionale: «Sono sorpreso da questo risultato» ha detto « vuol dire che in tutti questi anni ho fatto qualcosa di buono per questa città. Ora mi resta da capire se scendere o meno in politica». Il risultato è inaspettato anche per l’imprenditore Donato Marcotullio, la cui quinta posizione in classifica è davvero una sopresa. Lui, però, con il suo movimento Ideabruzzo, di cui è presidente, è già da qualche anno al lavoro sul territorio. La lista civica per le comunali teatine era già in programma. Si stava riflettendo, però, sulla sua presenza come candidato sindaco, riflessione ora azzerata dai risultati del sondaggio. «Dobbiamo riflettere ancora su molte cose» dice «ma quel che è certo è che andremo da soli». Al lavoro sul territorio da tempo è anche il meet up Teate 5 Stelle che ha portato avanti il nome di Andrea Di Ciano. All’interno dello schieramento grillino il futuro candidato sindaco verrà scelto attraverso una consultazione in rete. «Faremo le sindacarie» conferma Di Ciano «ma non so se mi presenterò. Il mio gruppo me lo chiede, ma io devo ancora riflettere». Mino Ianieri vede la sua affermazione come una provocazione: «E’ vero mi hanno contattato sia da destra che da sinistra» confida «ma per me questa resta una provocazione. Se dovessi, però, davvero presentarmi continuerei il mio lavoro a favore del sociale, come ho fatto in tanti anni come volontario di Protezione civile. Il mio stipendio andrebbe a chi è in difficoltà e non lo dico per fare populismo». Chi, invece, non ci pensa proprio a un impegno in politica è Mario D’Alessandro. Per il “barone”, come lo chiamano in città, il suo risultato è «una provocazione, fra il serio e il faceto». Alla domanda se vuole presentarsi risponde «non ho l’età». E aggiunge: «Occorre fare largo ai giovani e soprattutto alle donne, che sono più brave».

Arianna Iannotti