Idraulico, letale una lacerazione all’aorta

Primo responso dalle verifiche sulla salma di Persiani, 56 anni: nell’inchiesta ci sono sei indagati
LANCIANO. È morto per una lacerazione dell'aorta toracica Umberto Persiani, l'idraulico 56enne stroncato giovedì scorso da un malore. È il primo responso dell'autopsia, eseguita ieri a partire dalle 14,30, sempre all'ospedale di Fermo (anche in questo caso la salma era risultata positiva al tampone Covid), dal medico legale Cristian D'Ovidio, consulente della Procura di Chieti. Il perito nominato dalla famiglia, il dottor Raffaele Ciccarese, ha comunicato invece la propria impossibilità a presenziare all'esame. Serviranno 60 giorni per concludere gli accertamenti e arrivare a una conclusione su eventuali responsabilità mediche.
Erano stati i familiari dell'artigiano, assistiti dagli avvocati Carlo De Benedictis e Sandro Sala, a chiedere, con un esposto, di fare chiarezza sull'improvviso decesso del loro congiunto. Dalla Procura di Lanciano gli atti sono stati poi trasferiti alla Procura teatina, che ha aperto un'inchiesta e ha indagato sei tra medici e altri sanitari per presunte lesioni colpose da responsabilità medica. Il 56enne era stato operato al cuore tre anni fa, nel 2019, al policlinico Santissima Annunziata. Il 28 luglio avrebbe dovuto sottoporsi ad un altro intervento, ma un malore gli è stato fatale. Umberto Persiani lascia la moglie Carmelina e i figli Nicola e Silvio, i genitori Antonietta e Nicola, le sorelle Palmina e Ada. La salma è tornata a casa, nell'abitazione di contrada Serroni. L'ultimo saluto all'idraulico, conosciuto e apprezzato in città anche per le sue doti umane, si tiene oggi, alle 16, nella chiesa di Sant'Antonio. (s.so.)
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