Il barista di Caldari sepolto dopo 40 giorni

15 Aprile 2020

Ortona. La salma di Mascitti era allo Spallanzani per l’autopsia. Controlli per il personale del Bernabeo

ORTONA . Resta alta l’attenzione sulla situazione dell’ospedale di Ortona dopo il contagio di ventidue persone tra ricoverati e operatori sanitari all’interno del reparto di Geriatria. Sono stati effettuati ulteriori tamponi per verificare l’eventuale positività di altre persone rispetto ai casi già scovati. Chiuso il reparto di Medicina al quinto piano per permettere le attività di sanificazione e disinfezione, il presidio di contrada di Santa Liberata rimane al momento pienamente operativo per quel che riguarda gli altri servizi.
I pazienti ricoverati in reparto e risultati poi positivi sono stati trasferiti al Santissima Annunziata di Chieti, mentre i due degenti i cui tamponi hanno dato esito negativo, sono stati spostati nelle stanze di Lungodegenza. Il sindaco Leo Castiglione è in costante contatto con le autorità sanitarie per conoscere l’evolversi della situazione. Lui stesso, nel commentare l’accaduto, ha chiaramente parlato di un episodio che «non doveva accadere». L’obiettivo ora è quello di cercare di limitare i danni e garantire la massima sicurezza dei pazienti e del personale che lavora all’interno del Bernabeo. Ma ovviamente la vicenda incrementa i timori nella comunità ortonese, già duramente provata per tutto quello che sta accadendo, in particolare nella frazione di Caldari. A tal proposito ieri, dopo 40 giorni, Maurizio Mascitti, il primo deceduto con il Covid, ha trovato degna sepoltura. Era stato portato allo Spallanzani per l’autopsia e ieri ha fatto rientro ad Ortona.
Tornando infine all’ospedale di Ortona, l’esponente del M5S e vice presidente della commissione sanità di Regione Abruzzo, Francesco Taglieri, invoca provvedimenti per bloccare le occasioni di contagio. (a.s.)
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