Il bilancio si rivela la Caporetto politica del sindaco Di Primio

28 Ottobre 2014

Passa con 14 voti ma non ci sono i numeri per la eseguibilità L’opposizione va dal prefetto: il Comune va commissariato

CHIETI.

L’amministrazione comunale approva il bilancio di previsione ma non ottiene l’immediata eseguibilità della delibera. Il centrosinistra va dal prefetto e chiede di commissariare il Comune. Il bilancio di previsione 2014, già bocciato dal collegio dei revisori dei conti, si trasforma in una Caporetto politica per il sindaco Umberto Di Primio. Lasciato solo in balia degli avversari che, a dire il vero, si sono dimostrati i principali alleati di un centrodestra ormai lacerato al suo interno. Chiaro il messaggio lanciato dal consigliere del Pd Gabriele Salvatore. «Il centrosinistra non ha avuto voglia di osteggiare il centrodestra in aula. Caldeggiamo», fa capire Salvatore, «la ricandidatura del sindaco». Chiamato, alla vigilia del consiglio di ieri, a riattaccare i cocci di una maggioranza che, invece, è uscita di nuovo con le ossa rotte dall’aula consiliare. Dove, alle 9,30 di ieri mattina, si è presentato soltanto un manipolo di fedelissimi del sindaco Di Primio. Tanto che la seduta del consiglio sembrava addirittura a rischio. Ma i lavori si sono aperti lo stesso malgrado i diversi banchi vuoti visibili tra le fila della maggioranza. É arrivato in aula solo in tarda mattinata il consigliere del Gruppo misto Marco Di Paolo, l’unico a rispondere presente alla seduta di sabato scatenando l’ira di una buona fetta della coalizione di centrodestra, mentre era assente Domenico Di Fabrizio. Insieme con lui hanno marcato visita Luigi Milozzi mentre Gianni Di Labio non ha votato il bilancio. Inficiato, in pratica, dalla stessa maggioranza. Che non ha avuto i numeri per approvarlo con immediata eseguibilità. Servivano 21 voti che il centrodestra ieri non aveva. Si è capito subito che le cose si sarebbero messe male per il sindaco, sembrato piuttosto sfiduciato sul suo scranno, quando il piano triennale delle opere pubbliche, delibera propedeutica al varo del previsionale, non ha ricevuto l’immediata eseguibilità a causa dell’entrata in ritardo in aula del consigliere dell’Udc Alessandro Orsini. Apriti cielo. Il consigliere di opposizione Salvatore si rivolge con tono deciso al segretario generale Celestina Labbadia.

«La seduta può essere sciolta qui», sostiene Salvatore, «dal momento che non si potrà dare immediata eseguibilità al bilancio di previsione».

Strumento amministrativo gravato dal parere sfavorevole dei revisori e dalla diffida inflitta dal prefetto Fulvio Rocco de Marinis in data 8 ottobre. A distanza di venti giorni, ossia entro oggi, doveva essere approvato il bilancio di previsione 2014, pena il commissariamento. Ancora tutto da scampare senza il pro forma dell’immediata eseguibilità. Non ottenuta, sempre ieri, anche dal triennale delle opere pubbliche e dal bilancio di previsione del teatro Marrucino.

Il segretario comunale ha dato ragione al consigliere Salvatore facendo comunque svolgere il consiglio.

Il centrosinistra di contro, capeggiato da Alessio Di Iorio, Luigi Febo, Alessandro Marzoli e Alessandro Giardinelli, ha preso la palla al balzo e si è presentato in prefettura chiedendo il commissariamento del Comune che non potrà avere un bilancio prima di quindici giorni.

Intanto la maggioranza, in aula, ha tentato di votare, contro il parere del segretario generale, l’immediata eseguibilità del bilancio. Salvo poi ripensarci una volta fatta la conta dei presenti.

Jari Orsini

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