«Il bollo si prescrive in tre anni» Stop a riscossioni ultradecennali

13 Ottobre 2017

Ruggieri (Codacons Chieti): la Cassazione concorda con la nostra battaglia contro la Regione Le cartelle esattoriali risultano illegittime se richieste dopo 36 mesi dalla notifica di pagamento

CHIETI. Stop alla riscossione ultradecennale dei bolli auto. Nessuno può più presentarsi con cartelle esattoriali relative ai bolli del 1999, 2000 o 2001. È partita da Chieti la battaglia del Codacons perché anche l’Abruzzo si adegui al principio per cui il bollo auto si prescrive nei tre anni che decorrono dal primo gennaio dell’anno successivo a quello previsto per il pagamento. «L’ultimo pronunciamento della Cassazione a riguardo è chiaro», dice il responsabile Codacons Chieti Vittorio Ruggieri, «e ci dà pienamente ragione». L’amministrazione regionale, invece, aveva sinora adottato il principio per cui una volta arrivato l’avviso di accertamento, scattava una prescrizione decennale. E così ci si ritrovava a dover pagare bolli di cui, dopo tanto tempo, non si riusciva neanche a trovare la ricevuta. Tantissimi cittadini si erano rivolti al Codacons alle prese con fermi amministrativi o pignoramenti per bolli auto di oltre 15 anni fa. «Dopo 36 mesi dalla notifica da parte dell’agente riscossore della cartella di pagamento, quella cartella è da considerarsi illegittima», dice Ruggieri chiamando in causa l’ordinanza del 25 agosto scorso della VI Sezione civile, sottosezione tributaria, della Corte di cassazione. «Sono anni che combattiamo una battaglia con la Regione per la corretta applicazione della norma e la Cassazione», continua il responsabile provinciale dell’associazione dei consumatori, «ci dà pienamente ragione. Se sono trascorsi più di 3 anni dalla ricezione di un avviso di accertamento per le tasse automobilistiche, senza che siano stati notificati altri atti volti alla riscossione, il credito è prescritto, anche se è stato iscritto a ruolo e appare nell’estratto conto di Equitalia o della Soget». Il meccanismo di riscossione funziona in questo modo: se un contribuente non paga il bollo, oppure lo paga in maniera inferiore al dovuto, l’azione dell’amministrazione finanziaria per il recupero credito si prescrive al terzo anno successivo a quello di pagamento, o a quello in cui sarebbe dovuto essere effettuato il saldo. In pratica, se una persona ha dimenticato di pagare il bollo nel 2010, e la Regione non gli contesta nulla entro il 31 dicembre del 2013, nulla può più essere fatto per riscuotere il credito. Se gli viene notificata una cartella esattoriale dal primo gennaio del 2014, la potrà tranquillamente ignorare, perché da quella data qualsiasi pretesa non è più legittima. Lo stesso discorso vale anche dove sia già stato regolarmente notificato, entro il termine triennale, un avviso di accertamento: se all’avviso non ha fatto seguito alcun atto che interrompe la prescrizione, dopo tre anni non si dovrà pagare più nulla. Nelle casse della Regione entrano circa 2 milioni di euro annui derivanti dalle tasse automobilistiche. Secondo dati del 2015, sono 850.513 le auto in circolazione in regione, 250.803 quelle della provincia teatina. Chieti è la città con più auto in provincia (32.963), poi ci sono Vasto (25.254), Lanciano (23.711), Francavilla (15.684), Ortona (14.897), San Salvo (12.818), San Giovanni Teatino (8.664), Atessa (7.214), Guardiagrele (6.294) e Casalbordino (4.153).