Il bombarolo va subito a processo

7 Luglio 2023

La procura: «Sgrò ha piazzato un ordigno sotto la macchina di una 50enne»

VASTO. Il lungo colloquio con il pm Vincenzo Chirico non ha alleggerito la sua posizione. La Procura di Vasto ha chiesto e ottenuto per Antonio Sgrò, 65 anni, originario di Cosenza, ma domiciliato a Vasto, il processo con rito immediato. Troppe e troppo gravi le accuse. La prima udienza è stata fissata al 19 settembre davanti al collegio di giudici istoniensi.
Le accuse contestate vanno dal danneggiamento, per l’attentato sfumato del 15 gennaio ai danni di una 50enne che abita in via dei Conti Ricci, al tentato incendio, detenzione e porto abusivo di un ordigno esplosivo di tipo incendiario, atti persecutori e poi minacce e intimidazioni e pesanti insulti anche nei confronti di un amico della donna presa di mira. L'uomo è rinchiuso nel carcere di Torre Sinello a Punta Penna, ma il suo legale, l’avvocato Raffaele Giacomucci, intende presentare una richiesta di domiciliari a causa delle precarie condizioni di salute del 65enne, affetto da patologie cardiache.
IL FATTO
Domenica 15 gennaio, alle 12,30, viene trovato un pacco sotto la vettura di una donna residente in via Dei Conti Ricci. L’attentatore lascia sul cofano una tanica semivuota di benzina. Gran parte del liquido è stato versato sull’auto. La vittima chiede aiuto. Sul posto arrivano gli agenti del commissariato di Vasto e della questura di Chieti, oltre agli artificieri di Pescara. Con estrema cautela viene recuperato il pacco. Al suo interno viene trovata una rudimentale bomba carta fabbricata con polvere pirica e materiale esplodente. Una microtelecamera sistemata nella macchina della donna ha ripreso la sagoma dell’attentatore. Dopo qualche giorno, ai polsi di Antonio Sgrò scattano le manette .
GLI INDIZI
Per la Procura vastese la prova della colpevolezza dell’imputato appare evidente alla luce degli elementi acquisiti e posti a fondamento del provvedimento cautelare in corso. L’uomo, con un inquietante passato alle spalle e condannato anche in via definitiva per omicidio (ha scontato la pena), è stato arrestato il 24 gennaio dalla polizia. La corrispondenza telematica con la scampata vittima depone contro di lui. Le perquisizioni della polizia nella sua casa hanno portato al rinvenimento e sequestro di materiale identico a quello utilizzato per il confezionamento dell’ordigno incendiario di via dei Conti Ricci con un dispositivo a tempo.
LE ACCUSE
Sgrò, a detta dell'accusa, controllava costantemente i movimenti della persona offesa alla quale si era dichiarato sentimentalmente interessato e dalla quale era stato respinto; inoltre si interessava in modo ossessivo delle sue frequentazioni e dei suoi rapporti con un professionista vastese. Gli investigatori hanno scoperto che si appostava frequentemente vicino all’abitazione della donna e la pedinava a bordo della sua Land Rover. In altre occasioni avrebbe minacciato di compiere gesti estremi qualora la donna l’avesse allontanato dalla sua sfera di amicizie. La donna “amata” non sarebbe l'unica vittima del 65enne. Con reiterate minacce, molestie e l’invio di missive anonime, l’accusato avrebbe provocato uno stato di ansia e paura al professionista amico della donna presa di mira. Lo controllava e lo insultava pesantemente: avrebbe intimato alla donna di interrompere ogni frequentazione con il professionista. Fra le accuse contestate a Sgro anche la detenzione illegale di un fucile modello carabina (p.c.)
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