Il busto di Chiarina a... “Villa Torlonia”

17 Maggio 2015

CHIETI. Un basamento in cemento armato impreziosito da componenti di marmo chiamati a sorreggere il mezzo busto dell’esploratore teatino Giovanni Chiarini tornato a vegliare sulla villa comunale...

CHIETI. Un basamento in cemento armato impreziosito da componenti di marmo chiamati a sorreggere il mezzo busto dell’esploratore teatino Giovanni Chiarini tornato a vegliare sulla villa comunale dopo alcuni anni di assenza dovuti al restyling di piazzale Mazzini. Il sindaco Umberto Di Primio e l’assessore ai lavori pubblici Mario Colantonio, tra sorrisi e pacche sulle spalle, hanno inaugurato ieri mattina, sotto l’occhio attento di curiosi e dell’infaticabile personale tecnico dell’ufficio comunale villa e giardini coordinato dall’architetto Salvatore Colacito, il busto di Giovanni Chiarini. Ricollocato su viale IV Novembre, nell’aiuola ovale che si sviluppa sotto il muraglione del Seminario regionale.

L’ente ha impegnato 16 mila euro per togliere dai magazzini di palazzo d’Achille il busto di Chiarini, oggetto anche di un esposto, per capire che fine avesse fatto, a cui è seguita un’accurata indagine della Soprintendenza, e per riqualificare la scalinata che congiunge la parte bassa della villa al museo archeologico di Villa Frigerj. «Parliamo di un importo derivante da una serie di economie» precisa Colontanio «ottenute da un altro appalto. I lavori sono stati eseguiti con estrema precisione privilegiando l’uso di materiali di qualità. Basti pensare che il busto di Chiarini è stato collocato su un basamento in calcestruzzo armato, rivestito con lastre di travertino stuccate e levigate che, oltre a sostenere il busto stesso, dà dignità architettonica all’intera opera».

Non solo. Sulla sommità della statua sono stati dislocati due piccoli blocchi di pietra che riportano, con un’incisione, le scritte “Giovanni Chiarini” e la sigla dell’artista Trieste Del Grosso, autore del busto. Sulla parte bassa del monumento, di contro, compare un’effigie, realizzata in metallo zincato e verniciato, che tratteggia il Continente africano e, in particolare, i laghi equatoriali. Dove Chiarini effettuò l’ultima sua spedizione da esploratore trovando la morte nell’ottobre del 1879. La scalinata che fiancheggia la Madonnina, invece, ha subito un corposo maquillage che adesso la rendono, a prima vista, quasi nuova di zecca. Il sindaco aggiunge. «Continueremo ancora in futuro» annuncia Di Primio «con il riposizionamento di altri monumenti all’interno della villa perché è questo il luogo in cui celebrare le bellezze della città e la grandezza della nostra storia».

Un assist per l’assessore Colantonio autore di un lapsus freudiano di epoca mussoliniana. «Eseguiremo altri lavori intorno a Villa Torlonia», dice Colantonio, subito ripreso dal sindaco tra l’ilarità generale. «Mario, forse volevi dire Villa Frigerj».(j.o.)

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