Il cambiamento è donna Aristofane al Marrucino

5 Giugno 2015

La rappresentazione teatrale organizzata dai gruppi di volontariato vincenziano associazione femminile dalla parte dei bisognosi presente in città dal 1901

CHIETI. È stata una serata speciale quella organizzata, lunedì scorso, dai Gruppi di volontariato vincenziano di Chieti nell’ambito del Maggio Teatino, programmato dal Comune con l’aiuto del Centro dei servizi per il volontariato, una serata voluta per andare incontro alle famiglie teatine in grave disagio, ma pensata anche per celebrare il protagonismo delle donne nel mondo del volontariato. I Gruppi di volontariato vincenziano nati come “Dame di Carità” ad opera dell’arcivescovo di Chieti, monsignor Gennaro Costagliola, missionario vincenziano, operano dal 1901 nel capoluogo teatino per dare aiuto a chi ha bisogno. «Ce ne sono tanti, ora come allora», dice la presidente del sodalizio, Mirella De Risio. «Quanti invisibili nelle periferie dell’amore che sono anche le periferie e le frontiere dell’esistenza dove si consumano drammi di una umanità smarrita e soprattutto ferita nei suoi valori più autentici: periferia dei poveri, degli ultimi, dei lontani, dei deboli, degli esclusi, degli oppressi dalle schiavitù di ogni genere, degli abbandonati e dei mercanteggiati, di chi è solo al mondo, periferia oggi di chi non trova lavoro, di chi non ha un tetto per ripararsi, di chi è giovane, di chi è anziano. Quale l’impegno della vincenziana oggi e delle donne più in generale? Se è proprio nel cuore di donna ascoltare il silenzio degli ultimi, e sono tante le donne laiche e religiose che ne hanno dato prova, oggi più che mai bisogna lavorare al servizio della comunità». E il tema del ruolo della donna nella società è stato materia di riflessione grazie anche allo spettacolo che le Vincenziane hanno voluto portare sul palcoscenico del Marrucino. La scelta è caduta, infatti, sulla commedia di Aristofane “Le Donne all’Assemblea”. La commedia è stata interpretata dagli attori dilettanti della compagnia "Teatro che passione", per la regia di Giuliana Antenucci. «Partendo dall'interessante intreccio creato da Aristofane», ha detto ancora la presidente, «non possono non colpirci alcune riflessioni di estrema attualità: come risanare una società dominata da corrotti, incapaci e disonesti? Che cosa succede quando sono gli esclusi dalla politica a prendere il potere? Esiste un’alternativa all’attuale modello economico e sociale? Nella commedia», conclude la De Risio, «le donne, fingendosi uomini, riescono a farsi affidare il governo della città per creare un nuovo modello di società, il cui scopo precipuo è quello di agire per il bene comune».

Arianna Iannotti