Il caos dei tamponi finisce in Regione

9 Maggio 2020

Taglieri e Marcozzi (M5S): grave l’utilizzo dalla Asl di codici identificativi diversi da quelli usati dalle altre aziende sanitarie 

LANCIANO. Il caso tamponi nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti arriva in consiglio regionale. Nei giorni in cui l’Abruzzo e la provincia di Chieti inseguono l’azzeramento dei casi Covid positivi - 3 ieri nella Asl - non si placano le polemiche sui tamponi e soprattutto le richieste di chiarimenti a Regione e Asl. Le proteste dei pazienti, poi quelle di 51 sindaci del territorio Chietino per i ritardi nelle risposte dei test di oltre 15 giorni, hanno portato il direttore generale Asl, Thomas Schael, a intervenire, spiegando che ritardi erano dovuti ai «troppi tamponi fatti» e che ad ogni modo «il tutto era stato risolto» e che ora in 48 ore si avevano le risposte. Animi rassicurati? Tutt’altro, perché alla risposta di Schael è seguita una precisazione dell’assessore regionale Nicoletta Verì che, come riportato dai sindaci Mario Pupillo, Massimo Tiberini e Francesco Menna del comitato ristretto dei sindaci Asl, ha sollevato altri dubbi. La Verì ha infatti spiegato che «l’accumulo di test nella Asl chietina si era avuto perché i codici identificativi erano diversi dalle altre tre Asl e dalla piattaforma del laboratorio di Pescara». Una frase che ha sollevato le proteste dei sindaci e ancor di più dei consiglieri regionali pentastellati Francesco Taglieri e Sara Marcozzi che già seguivano il problema dei tamponi e dei codici identificativi, portandoli a presentare un’interpellanza in Regione.
«L’utilizzo da parte della Asl chietina di codici identificativi dei tamponi diversi rispetto a quelli delle altre aziende», dicono Taglieri e Marcozzi, «è grave. Chiediamo che il presidente della Regione, Marco Marsilio e Verì spieghino in consiglio, per filo e per segno, che cosa sia successo in provincia di Chieti e perché alcuni cittadini siano stati lasciati ad aspettare per settimane prima di conoscere se fossero o meno positivi al Coronavirus e perché si sia usato un software diverso dalle altre Asl, in barba anche a un’ordinanza regionale».
Il presidente Marsilio, infatti, aveva firmato l’ordinanza n. 39, in cui aveva indicato alle aziende di usare la app di Tracciatura Tamponi della Regione predisposta dal Servizio informatico abruzzese. «Il sistema avrebbe creato un codice identificativo unico regionale», spiega Taglieri, «in modo da inserire i risultati sulla app contestualmente alla refertazione. Una soluzione che garantiva velocità sia nei risultati e sia nel rintracciare la persona a cui è stato fatto il test». Invece solo nella Asl Lanciano Vasto Chieti non è stato usato: perché? «Non è comprensibile», riprendono i consiglieri, «la scelta della Asl di utilizzare come app per contattare telefonicamente i pazienti, e avere un riscontro sulle loro condizioni di salute, la “sm@rtAlert” della società I-Tel di Roma. Una promiscuità tra due sistemi diversi che ha generato inutile confusione, tale da essere potenziale concausa dei ritardi registrati e fatti pagare sulla pelle degli abruzzesi».
Chiarezza quindi sui software, gli affidamenti, i ritardi e su cosa accadrà, «se Schael e l’assessore Verì», chiudono i due consiglieri pentastellati, «abbiano ancora intenzione di andare avanti con questo sistema fallimentare».
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