Il Carnevale dà la sveglia Chieti torna a divertirsi

In centinaia sfilano sul Corso insieme agli amici giunti in città dalla Romania Alla fine c’è il rogo del re: un modo simbolico per bruciare la vecchia politica
CHIETI. Il Carnevale risveglia la città. Carri, colori e suoni e centinaia di persone, ieri hanno sfilato per le vie del centro, insieme a tantissime associazioni della provincia, arrivate da Vacri, Ortona, Ripa Teatina e Spoltore. E quest'anno il martedì grasso organizzato da Camminando Insieme, ha trovato la collaborazione anche di due associazioni romene, la "Scoala Populare de Arte si Miserii Jon Romino" e la "Casa Oraseneasca de Cultura Romania": «Abbiamo sfilato con i nostri balli tradizionali», dice Cristina Ispas, docente dell'università di Resita «sono venuta qui l'anno scorso, poi con il professor Antonio Maturo dell'università di Chieti abbiamo conosciuto Camminando Insieme». Un gemellaggio che continua, ieri c'era anche la direttrice della Scuola popolare di arte Mariana Danescu e Dan Liut, della Casa de cultura: «Fino a domani saremo a Fossacesia» continua Ispas «e faremo conoscere il martisor, un ciondolo che le donne indossano nei primi giorni di marzo, per scacciare gli spiriti maligni e augurare prosperità per i mesi che verranno». Ma in campo ci sono anche altri progetti: «Stiamo cercando di creare un ulteriore gemellaggio con alcune scuole di Chieti» svela sempre la docente dell'università di Resita. Alla fine della sfilata un rito comune: il processo al re Carnevale, una vera e propria pantomima in piazza Gian Battista Vico presieduta dal "giudice" Frank William Marinelli, presidente del Coro Polifonico Santa Maria Arabona. Quando alla fine si manda al rogo il fantoccio simbolo del Carnevale: «Un momento satirico di origine antica, in scena hanno danzato anche gli storici pulcinella» spiega Ubaldo Iezzi, membro dell'associazione teatina, «un processo al governo e al potere, ma che poi alla fine si rivela uno scherzo, dove nessuno viene condannato» continua invece Gianfranco Nobilio, dell'Anffas e della compagnia di teatro dialettale La sfasciata di Pescara. Così racconta invece Anna Vaccarella, presidente di Camminando Insieme: «Il processo al Carnevale ha una simbologia precristiana. Un sacrificio per rigenerare la natura e la fertilità». E il processo al potere? «Simbolicamente è fatto all'uomo politico dell’anno, per rigenerare anche i istituzioni politiche ed economiche» continua la presidente. Non poteva mancare, infatti, il carro dell'Italia. Quello che sfila mentre delle bocche si muovono e mangiano ciò che resta del paese. «Una sfilata elaborata dalla fantasia, con gli allestimenti creati con materiali di riciclo» dice la Vaccarella, e a cui hanno collaborato le docenti Maria Assunta Narciso dell'Istituto Pomilio, il Luigi Di Savoia e Antonella Zappacosta della scuola dell’infanzia di via Valera. (e.r.)

