Il Casalbordino emigra a Cupello

14 Settembre 2018

Stop alle partite in casa: dal campo si alza polvere che causa malori

CASALBORDINO . Atleti e dirigenti colti da malore a causa di nuvole di polvere, assenza di strumenti adeguati per bagnare il terreno di gioco e ridurre le nubi sabbiose. L’Apd Casalbordino è costretta ad emigrare a Cupello e giocare lì le prossime gare casalinghe. A darne notizia è la stessa società, che stigmatizza il comportamento dell’amministrazione comunale. «Mancano i requisiti minimi sanitari», tuona il patron Alessandro Santoro, «domenica un calciatore ha vomitato in campo per l’inalazione di polveri sottili. Martedì un dirigente, nella sostituzione delle reti, ha avuto un malore. Possibile che siano tutti disinteressati alla salute di oltre 250 ragazzi? Siamo stanchi delle vane promesse dell’amministrazione comunale sulla sistemazione del terreno di gioco dello stadio comunale e abbiamo deciso a malincuore, di cercare fuori una sede più consona». Spesso si è arrivati anche a dover rinviare le partite in caso di maltempo. «Se piove dobbiamo rinviare, se non piove il terreno, diventato un mix di polvere, calce, sabbione e sansa, rende quasi impossibile la disputa degli incontri. Si creano anche buche pericolose per l’incolumità dei giocatori», conferma Santoro.
Il sindaco Filippo Marinucci ha risposto concedendo un ultimatum alla società. «Ci è stato detto che abbiamo poche ore per tornare sui nostri passi, altrimenti il campo verrà chiuso. Chiudetelo e vengano fatti i controlli dall’Arta», replica la società, «ad aggravare la situazione è la mancanza di un impianto di irrigazione». Il 30 agosto sono stati inaugurati i nuovi spogliatoi del campo: «Pochi e decisamente superflui gli interventi. Si parla della costruzione quinquennale dei nuovi spogliatoi, al posto di una ristrutturazione degli stessi con conseguente cospicuo risparmio di fondi pubblici. La società chiede fin d’ora scusa ai numerosi tifosi e genitori per il grandissimo disservizio che dovranno subire. La decisione arrecherà anche una grossa perdita economica in termini di incassi e di spese alla società stessa ma», concludono i dirigenti giallorossi, «ci vediamo costretti a fare questo passo».
Tiziana Smargiassi