Il caso Madonna delle Piane finisce da papa Francesco

CHIETI. Il caso Madonna della Piane arriva all’attenzione di papa Francesco. Il Santo Padre sarebbe stato informato delle rimostranze dei parrocchiani contro il decreto dell’arcivescovo Bruno Forte...
CHIETI. Il caso Madonna della Piane arriva all’attenzione di papa Francesco. Il Santo Padre sarebbe stato informato delle rimostranze dei parrocchiani contro il decreto dell’arcivescovo Bruno Forte che, dallo scorso primo giugno, avrebbe trasformato in rettoria l’antica chiesa parrocchiale e l’avrebbe affidata all’attuale vice parroco, l’argentino don Josè Yanzon. Al parroco don Rocco Marsibilio resterebbe solo la chiesa nuova che continuerebbe ad essere sede della parrocchia di Madonna delle Piane. La vecchia chiesa, invece, con i locali annessi, sarebbe a disposizione del prete argentino molto seguito dagli studenti universitari. A loro, infatti, don Josè, si è sempre dedicato molto, anzi, per i parrocchiani dissenzienti, anche troppo. Don Josè viene accusato di aver ricoperto a «senso unico» l’incarico di vice parroco, «preoccupandosi della pastorale universitaria in modo esclusivo», riferiscono i fedeli contrari al decreto arcivescovile, «e dimenticando i doveri legati alla condizione di vice parroco, soggetto al parroco don Rocco Marsibilio, ignorato o posto in secondo piano». Oggi è previsto un incontro in Curia per affrontare la questione insieme al vicario don Cassio Menna e a don Massimo D’Angelo, cancelliere arcivescovile, ma intanto il malumore dei fedelissimi di don Rocco sarebbe arrivato fin nelle stanze di Santa Marta, la residenza di Papa Bergoglio in Vaticano. Anche perché il decreto di Forte è giunto come un fulmine a ciel sereno, senza cioè che fosse stato concertato con alcuno. «Le vive rimostranze contro il decreto», dicono infatti i parrocchiani dissidenti per bocca di Mario D’Alessandro, «ritenuto un ingiustificato “motu proprio” perché non comunicato anticipatamente a parroco ed organismi parrocchiali (Azione Cattolica, Consiglio parrocchiale, Commissione affari economici, ecc.) espresse dall’assemblea dei parrocchiani, presieduta dall’avvocato Katia Ferrarini, sono state sintetizzate in un dettagliato verbale inviato per conoscenza anche a Papa Francesco. I parrocchiani non intendono accettare che il santuario mariano di secolare devozione sia trasformata in una “cappella universitaria”; né che la rettoria sia affidata al vice parroco argentino don Josè Yazon, della Società San Giovanni, che ha già una cappella, o centro pastorale, nella chiesa di san Domenico al Corso. I progetti della Società San Giovanni, della quale nessuno conosce a fondo spiritualità, obiettivi e finalità prevedono l’acquisto di una villa abbandonata in via Dei Vestini, all’altezza del piazzale antistante l’università d’Annunzio, con l’intenzione, a quanto pare, di aprirvi anche una cappella universitaria». Una prospettiva, quest’ultima, che suscita ulteriori perplessità. (a.i.)
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