Il centro città senza auto Un progetto già esiste: la giunta vede gli esperti

Europa Verde: piano nostro da due anni e per le strade più grandi L’assessore Bomba: incarico a giorni, poi decideremo che cosa fare
LANCIANO. Fiori, alberi e arbusti dappertutto, e dove ci sono i parcheggi ancora vasi, chioschetti, rastrelliere per le biciclette, panchine. In mezzo a via De Crecchio, invece che la strada, una pista ciclopedonale immersa nel verde e nei colori. Corso Roma si presterebbe a sua volta agli affacci delle verande e dei dehors dei negozi direttamente sulla strada, così come piazza Garibaldi, i viali Delle Rose, via Dalmazia, piazza Unità d'Italia. È così che Europa Verde ha immaginato il centro cittadino: un'unica grande isola pedonale piena di verde e di spazi liberi, conquistati solo dalle famiglie a piedi, da panchine attrezzate e da chioschetti. «Non è soltanto un sogno», spiega il coordinatore cittadino, Stefano Luciani, «ma un progetto applicabile almeno alle strade più importanti del centro e studiato in un Piano della mobilità sostenibile dettagliato che abbiamo sottoposto all'amministrazione comunale ormai due anni fa».
Per Europa Verde Frentania un'altra Lanciano è possibile e non prevede auto in centro, né in transito né in sosta. «Altre città più grandi, come Pescara», continua Luciani, «hanno scavalcato il centro, perché non si può farlo qui? Conti alla mano abbiamo visto e sperimentato come il percorrere strade alternative rispetto ad esempio a via Dalmazia e via De Crecchio, comporti lo stesso tempo di percorrenza e in alcuni casi si arriva anche prima. Secondo noi Lanciano si presta a un'ampia zona pedonale che vada dai viali delle Rose fino a piazza Garibaldi che andrebbe finalmente ricollegata a piazza Plebiscito e al Corso, per creare un unico grande spazio pedonale. Ovvio che non si può fare tutto e subito e che ci vorrebbero almeno 4-5 anni di assestamento e la consulenza di un urbanista, ma si deve partire dalle basi, da piccoli grandi passi avanti e dalla revisione del piano urbano del trasporto pubblico. La cosa più immediata che si possa fare», ipotizza l'esponente di Europa Verde, «sarebbe unire il Corso alla piazza, ma abbiamo notato che invece di togliere auto dal centro l'amministrazione Paolini ne ha aggiunte altre, con il mantenimento del doppio senso di marcia sull'ultimo tratto del Corso, la creazione di altri posti auto in una zona che è stata teatro di un importante dissesto idrogeologico e che ora è preda di posteggi abusivi, e la riapertura al transito delle auto nel tratto dei viali Delle Rose che fungeva da anticamera pedonale al Parco Villa delle Rose. Un centro libero dalle auto», rimarca Luciani, «sarebbe invece una risorsa per il commercio e per tante attività che si creerebbero a portata delle famiglie, dei pedoni e di chi vuole fare sport. Non è affatto vero infatti che dove non passano le auto il commercio muore: ne è una prova il fatto che anche sotto i portici comunali, a ridosso della parte transitabile del Corso, ci siano diverse serrande abbassate. Ma per perseguire un cambiamento ci vuole coraggio, ci sembra invece che per questa amministrazione l'obiettivo sia far arrivare le auto dappertutto».
«Per prendere certe decisioni», replica l'assessore alla mobilità Paolo Bomba, «bisogna affidarsi a professionisti esperti. In questi anni non siamo stati fermi, anzi, a giorni affideremo l'incarico della redazione di uno studio sulla base del quale decideremo il da farsi. Contiamo di chiudere la fase progettuale entro fine anno».
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