Il centrodestra: «Faremo un altro ricorso»

Gli sconfitti: «Consultazione palesemente falsata, non si può andare alle urne conoscendo i risultati»
CHIETI. Il Tar respinge il ricorso del centrodestra e permette lo svolgimento regolare del secondo atto delle elezioni provinciali. Cosicché in piena regolarità gli amministratori di 16 Comuni della provincia (quelli delle due fasce demografiche all’interno delle quali c’è stato l’errore nella consegna delle schede elettorali) sono tornati ieri al voto.
Il tribunale amministrativo ha ritenuto che «non ricorrono i necessari presupposti di eccezionale gravità e urgenza», si legge nel dispositivo del decreto firmato dal giudice Paolo Passoni, «tale da non consentire neppure la previa notificazione del ricorso e la domanda di misure cautelari provvisorie. Ritenuto in particolare che la riedizione parziale della procedura, quand’anche dovesse esitare con responsi negativi per gli odierni deducenti, non presenterebbe alcun connotato di irreversibilità vista la possibilità di impugnare tali risultati anche in via derivata, unitamente al rinnovo di indizione qui contestato». Nel centrodestra la notizia non viene presa in maniera negativa. In pochi speravano nel colpo di scena della sospensione delle elezioni di ieri, ma nel respingere la richiesta è come se il Tar avesse comunque ricordato che c’è la possibilità di impugnare il risultato elettorale.
Una possibilità che il centrodestra dello sconfitto Filippo Paolini, o almeno una parte dello schieramento, sembra intenzionato a cogliere. «Siamo pronti ad andare davanti al Tar con un nuovo ricorso», conferma il consigliere comunale di Francavilla Giovanni Angelucci (Lega), che ha firmato il ricorso insieme al sindaco di Fara San Martino e responsabile provinciale FdI Antonio Tavani e al consigliere di Francavilla e assessore regionale Daniele D’Amario (FI). «Il tentativo del ricorso d’urgenza era comunque da fare», conclude Angelucci.
Per il centrodestra, infatti, come sostiene il responsabile organizzativo regionale forzista Mauro Febbo, «le elezioni risultano falsate: non si può andare a votare conoscendo già i risultati». E i responsabili FdI sono pronti a mandare avanti una interrogazione parlamentare. (a.i.)
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