Il centrodestra scarica la Cappa
L’opposizione: «Non ci rappresenta più, intervengano gli organi istituzionali»
VASTO . «La valutazione sull’incompatibilità di Alessandra Cappa, o peggio sulla sua decadenza, fa capo agli organi istituzionali che a questo punto invitiamo con urgenza ad interessarsi della questione, non più procrastinabile». Chiamano in causa la presidenza del consiglio comunale e la segretaria generale (che è anche responsabile della trasparenza e dell’anticorruzione) i cinque consiglieri comunali di opposizione che contestano l’incarico legale che la collega ha avuto dalla Pulchra, la società partecipata del Comune. «Nessuna attività persecutoria è in atto nei suoi confronti», attaccano Davide D’Alessandro, Vincenzo Suriani, Alessandro D’Elisa, Guido Giangiacomo ed Edmondo Laudazi replicando alla collega che aveva parlato di macchina del fango, «da un punto di vista politico, unico aspetto a cui siamo interessati, è indiscutibile che l’aver avuto un incarico fiduciario di difesa dell’ex sindaco Luciano Lapenna e un incarico dalla Pulchra, anch’esso di “natura altamente fiduciaria” (come si legge testualmente nell’avviso pubblico che in nessuna maniera, per tale motivo, può ritenersi un concorso pubblico), sicuramente non consente più alla consigliera Cappa di svolgere con indipendenza il ruolo di vicepresidente del consiglio in quota minoranza e di ferma e libera opposizione nei confronti dell’attuale amministrazione comunale. Corre l’obbligo, inoltre, precisare, al fine di non passare per giacobini feroci, che in alcuna maniera le si è cercato di imporre scelte professionali, rilevando che in ogni caso l’incarico Pulchra non è stato conferito il 6 maggio 2016, cioè prima che divenisse consigliera comunale, bensì, come risulta dal sito della Pulchra, il 21 ottobre, cioè tre mesi dopo esserlo divenuta. Ribadiamo, come movimenti civici e partiti di centrodestra, che non ci è più possibile ritenerla e considerarla consigliera di opposizione. Difenda chi vuole, accetti incarichi da chi vuole, ma non ci rappresenta più», concludono i cinque consiglieri comunali. (a.b.)

