Il centrodestra si difende: «I conti sono in ordine»

15 Dicembre 2020

È polemica sulla crisi finanziaria, lettera di 8 consiglieri della Lega, FdI e Udc «Il Comune ha crediti per 65 milioni e superano i debiti. No allo scaricabarile»

CHIETI. A tre giorni dalle prime dichiarazioni del sindaco Diego Ferrara sui conti in rosso del Comune e sulla possibilità di dichiarare il predissesto, il centrodestra che ha governato la città per 10 anni rompe il silenzio. Per la Lega, Fratelli d’Italia e Udc, il Comune non sarebbe sull’orlo di un disastro economico: i crediti che l’amministrazione vanta, così dicono i consiglieri di centrodestra a una sola voce, supererebbero i debiti. «Troppo facile attribuire le colpe alle precedenti amministrazioni», dice l’opposizione.
Dopo gli allarmi ripetuti della Corte dei Conti, anche una relazione del dirigente alle finanze Franco Rispoli parla di un Comune in crisi: si incassa troppo poco, recita il documento, e il disavanzo ha raggiunto la cifra record di 56 milioni con contenziosi per 46 milioni. A fronte di questi numeri, l’amministrazione Ferrara potrebbe dichiarare il predissesto: un piano salva-Comune ma con la conseguenza di tasse al massimo, tagli agli stipendi dei dipendenti comunali, stop alle assunzioni, spese ridotte e servizi ridimensionati. «Chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica», scrivono in una lettera al Centro i consiglieri Mario Colantonio, Fabrizio Di Stefano, Liberato Aceto ed Emma Letta della Lega, Carla Di Biase, Giuseppe Giampietro e Roberto Miscia di FdI e Mario De Lio dell’Udc, «si trova sempre davanti a problematiche economiche scaturite da contenziosi più o meno vecchi. Dal 2010 al 2015, l’amministrazione Di Primio, subentrante a quella di Francesco Ricci, si trovò a dover assolvere a pagamenti per 18 milioni, lasciati in eredità dalle precedenti amministrazioni per cause perse anche a distanza di 18 anni; furono pagate anche bollette inevase dell’Aca e fatture al Consorzio di Bonifica per 10 milioni». I consiglieri citano la relazione di Rispoli, finita al centro delle polemiche: «Alle pagine 6 e 7, vengono dettagliati i residui attivi, cioè tutte quelle partite economiche che il Comune deve incassare e che assommano a 65.626.278,50 euro. A maggio 2020, inoltre, sono stati accertati e dettagliati con documenti forniti dalla Teateservizi alla ragioneria del Comune crediti per 31 milioni per inevase multe, cartelle Ici, Imu, Tasi, Tarsu, Tia, Tari, acqua, pubblicità, affissioni e Cosap. Appare evidente», dice il centrodestra, «che i residui attivi e i crediti in favore del Comune sono di gran lunga superiori ai debiti (54 milioni circa) e che includono anche contenziosi che potrebbero essere persi ma anche vinti, quindi al momento non sono sicuramente debiti certi ed esigibili. Se vige il principio di dare per perse tutte le cause, parimenti deve vigere il principio di dare per incassato tutto quello che il Comune deve incassare. Ecco perché», dicono i consiglieri, «non sono mai stati attuati dissesto o predissesto».
Da un documento della Corte dei Conti del 2019 emerge che gli atti sulle finanze del Comune sono finiti all’attenzione della procura erariale con il rischio di possibili richieste di danni a politici e funzionari: «Se così fosse», dice il centrodestra, «dovrebbero preoccuparsi proprio lo stesso dirigente degli affari finanziari e i direttori generali della Teateservizi, i responsabili del controllo analogo». L’ultimo riferimento è a Luciano Iezzi, ex dg della Teateservizi appena nominato nello staff del sindaco. Infine, un appello a Ferrara: «L’attuale amministrazione analizzi tutti gli aspetti economici attivi perché ce ne sono tanti non considerati o addirittura omessi e si attivi per le procedure necessarie a garantire la regolare attività gestionale e amministrativa, come hanno fatto i predecessori».