Il Chieti boccia lo stadio: «È un campo di patate»

I dirigenti neroverdi minacciano: il Comune intervenga o ce ne andiamo E i tifosi contestano l’amministrazione: così la politica umilia la nostra città
CHIETI. Il terreno di gioco dello stadio Angelini è un campo di patate. E ora il Chieti calcio va allo scontro con il Comune: «O intervenite o saremo costretti a valutare seriamente l’ipotesi di giocare lontano dalla città». La società neroverde va all’attacco. La situazione è diventata insostenibile. Non c’è più l’erba sul terreno di gioco. Solo fango e buche. È sparito perfino il dischetto che indica il centrocampo. I giocatori fanno fatica a rimanere in equilibrio perché si sprofonda nella poltiglia di fango. La società ha effettuato a proprie spese lavori di manutenzione ordinaria (taglio dell’erba e concimazione), ma per riportare il manto erboso ad una condizione accettabile servono urgenti lavori di manutenzione straordinaria che spettano al Comune, che ha la gestione diretta dello stadio. «Siamo arrivati a un punto dove andare avanti con piccoli lavori di manutenzione sarebbe solo sprecare altre risorse economiche», spiega il direttore generale del Chieti, Cristian Pollio. «È arrivato il momento che ci sia un impegno di spesa congruo da parte del Comune finalizzato alla ristrutturazione dell’impianto o all’abbattimento dello stesso. Il Comune non può più tirarsi indietro perché sta dilapidando un patrimonio cittadino. Quella del campo è solo una goccia nel deserto perché lo stadio è fatiscente e mancano le condizioni igienico sanitarie necessarie, oltre che strutturali». Ieri, per l’ennesima volta, si è allagato il sottopasso che porta dagli spogliatoi al campo. La società chiede un incontro con il sindaco Umberto Di Primio e l’assessore allo sport Antonio Viola. «Il Comune deve capire che è improponibile giocare su un terreno del genere», dice il presidente onorario Bruno Di Iorio. «Bisogna prendere atto che, dopo gli sforzi fatti dalla società, una squadra tecnica come la nostra rischia di non vincere il campionato perché il campo condiziona le partite. Non c’è nessuna strumentalizzazione politica. Noi non vogliamo essere etichettati né di destra né di sinistra. Chiediamo che il Comune ci dia una mano per trovare subito una soluzione. È un appello che faccio da cittadino. Il problema è serio e ci sono anche ripercussioni medico legali su ipotetici infortuni perché il campo non è idoneo. A chi toccherà risarcire un eventuale danno causato dal terreno di gioco?». Se le cose non cambieranno, la squadra potrebbe giocare le partite casalinghe a Ortona. «Ma noi non vogliamo andare via da Chieti», risponde Di Iorio, «sia per rispetto dei tifosi sia perché spostarci comporterebbe altre spese. Tra le ipotesi potrebbe esserci quella che il Comune ci metta per iscritto che dobbiamo gestire noi la risoluzione del problema. Poi saremo noi a vedere come fare». Sull’argomento sono intervenuti anche gli ultrà Ottantanove Mai Domi con un duro comunicato contro l’amministrazione comunale. «Questa volta la misura è colma», dicono i tifosi, «non ce la facciamo più ad essere umiliati da un campo e da uno stadio che non meritano di essere accostati a una città come Chieti. L’impianto è in uno stato di totale abbandono. La politica teatina è nemica della città». L’assessore Viola abbassa i toni. «Incontrerò i dirigenti del Chieti per cercare insieme una soluzione. La manutenzione del manto erboso spetta alla società che ha aderito alle condizioni stabilite nella tariffazione B che comprende anche la pulizia dell’impianto e la custodia». Ma gli interventi di manutenzione ordinaria non bastano più. «Una soluzione potrebbe essere l’affido della gestione provvisoria dello stadio al Chieti calcio in attesa del bando di gara».
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