«Il cimitero può essere ampliato»

11 Agosto 2023

Giannini: con il passaggio a Chieti solidale possono essere costruiti 400 loculi

CHIETI. Almeno 400 loculi da realizzare con l’ampliamento del cimitero una volta che questo sarà affidato, si ipotizza entro la fine dell’anno, a “Chieti solidale”. È la soluzione tampone che auspica Alberta Giannini, consigliera con delega ai Servizi cimiteriali, in attesa che venga realizzato il nuovo cimitero allo Scalo. Unica vera soluzione, quest’ultima, per il problema della carenza di sepolture del quale, secondo i consiglieri di centrosinistra, non si verrà a capo con il regolamento sulla compravendita tra privati varato dalla sesta commissione.
Che servano loculi a Chieti è problema datato. Tanto che, una dozzina di anni fa, la precedente amministrazione del sindaco Umberto Di Primio ha avviato le pratiche per la costruzione del nuovo cimitero. «Dopo Ferragosto», spiega Giannini, «faremo il punto con gli uffici sullo stato dell’arte, verificando quante sospensioni dei lavori ci sono state, se la direzione dei lavori le ha verbalizzate correttamente e siano state eventualmente applicate penali. Il primo lotto del nuovo cimitero doveva finire nel 2022 secondo quanto programmato dalla giunta precedente, che tra l’altro al riguardo ha fatto più di un annuncio. Nell’immediato però contiamo che, con l’affidamento a Chieti solidale, si possa espandere l’attuale cimitero, realizzando fino a 4-500 loculi».
Il regolamento varato della sesta commissione, presieduta da Serena Pompilio di Azione politica, viene infatti bocciato senza appello dai gruppi consiliari Liberi a sinistra, Pd, M5S, Chieti per Chieti, La sinistra con Diego e dal gruppo misto. «È un provvedimento che favorisce poche e facoltose persone», accusa Silvio Di Primio di Liberi a sinistra, «solo chi economicamente potrà permetterselo: non di certo la stragrande maggioranza dei cittadini: si creano defunti di serie A e defunti di serie B».
Il problema per Di Primio non è solo di sostanza ma anche di forma. «L’atto è stato portato a votazione dalla presidente di commissione senza neanche il parere di tutti gli uffici comunali», si legge infatti nella succitata nota dei consiglieri di maggioranza, «ed è stato dato l’avvio a una modifica del Regolamento di polizia cimiteriale e mortuaria senza che le leggi nazionali e regionali di riferimento siano cambiate, ma seguendo solo un orientamento giurisprudenziale che non ancora produce nessun atto legislativo. Ciò che più deprime è il voler far passare tali modifiche come la panacea ai problemi cimiteriali che affliggono la città», continua la nota che stigmatizza l’operato di Pomponio, «mentre in realtà si favorisce una mercificazione senza regole dei posti cimiteriali a tutto vantaggio di chi è in grado di permetterselo, lasciando in difficoltà ancora maggiori tutti coloro, e sono la stragrande maggioranza, che non hanno le stesse disponibilità economiche».
Al di là delle questioni di sostanza e formali, c’è poi il fattore più strettamente politico della presidenza di commissione, affidata a una consigliera eletta con una lista che sosteneva il sindaco Diego Ferrara ma uscita dalla maggioranza. «Di fatto Pomponio fa parte dell’opposizione», sottolinea Di Primio, «basti pensare che nell’ultimo consiglio non ha neanche votato l’intitolazione a Nilde Iotti, come hanno fatto invece rappresentanti di Lega e Fratelli d’Italia: il suo modo di condurre i lavori della commissione deve essere oggetto di una riflessione all’interno della maggioranza».
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