«Il Circolo non paga affitto per i campi comunali»
LANCIANO. Chiedere la revoca della convenzione che il Circolo tennis ha con il Comune per la gestione dei campi 3-4-5 di via Santo Spirito da oltre 20 anni. Impugnare la delibera di giunta dell’allor...
LANCIANO. Chiedere la revoca della convenzione che il Circolo tennis ha con il Comune per la gestione dei campi 3-4-5 di via Santo Spirito da oltre 20 anni. Impugnare la delibera di giunta dell’allora sindaco Filippo Paolini che nel 2010 prolungò la convenzione fino al 2023, che sarbbe un atto illegittimo in quanto non fatto dal consiglio comunale. Roberto Valente e Alfredo Di Nardo, proprietario e tecnico dell’Anxa Village, danno battaglia a Comune e Circolo tennis. «La convenzione fu data senza bando», ricordano i due, «perché 20anni fa c’era una sola associazione tennistica. Poi però le cose sono cambiate, andava messa a bando. Invece si è andati avanti con le proroghe per ben 20 anni». Il Circolo utilizzerebbe i campi senza pagare un affitto. «Tutte le società che cercano di fare sport a Lanciano, dove mancano impianti», sottolinea Valente, «devono pagare un canone d’affitto per i campi comunali. Il Circolo no, ha un fine sociale: offre la scuola tennis a 20 ragazzi», ironizza, «non è equo. Le società pagano anche fino a 100 euro a partita per giocare su campi comunali e se ne hanno la gestione ne pagano l’affitto».
«È questo l’errore», aggiunge Di Nardo, «la convenzione per affidamento diretto e prorogata per decenni. Gli ultimi lavori sui campi il Circolo li ha fatti anni fa: copertura del campo 3e 4 e sistemazione erba sintetica per 80mila euro di fondi regionali, altro che 320mila euro pagati di tasca propria». Inoltre il Circolo non rispetterebbe la convenzione quando dice che i campi devono essere concessi a tutti. «Ho chiesto i campi tante volte, ma erano sempre occupati. Insomma», conclude Valente, «quale società virtuosa, come è stata definita dal sindaco Pupillo e dall’assessore Caporale, gestisce campi comunali senza pagarne l’affitto e avendoli ottenuti senza un regolare bando?». (t.d.r.)

