“Il colore dei pensieri”, l’ultimo romanzo di Bernava

CHIETI. Fresco di stampa è arrivato nelle librerie il nuovo romanzo dello scrittore ed editore teatino Arturo Bernava, “Il colore dei pensieri” (Chiaredizioni). Bernava, editore del gruppo...
CHIETI. Fresco di stampa è arrivato nelle librerie il nuovo romanzo dello scrittore ed editore teatino Arturo Bernava, “Il colore dei pensieri” (Chiaredizioni). Bernava, editore del gruppo “IlViandante-Chiaredizioni”, è tornato nel mondo editoriale come scrittore dopo cinque anni, con questo libro ambientato in Africa e in un piccolo paese abruzzese incastonato fra le montagne. Il libro focalizza l’attenzione sull’uomo e ne evidenzia le miserie, le bassezze, le pochezze, puntando il dito contro le contraddizioni e le ingiustizie della società odierna, ma analizzandone anche le potenzialità e i valori. “Il colore dei pensieri” è stato presentato al Salone internazionale del Libro di Torino insieme alle altre pubblicazioni del gruppo editoriale “IlViandante-Chiaredizioni” ed è già risultato finalista al “Premio di letteratura naturalistica Parco Majella”. Il libro viene presentato questa sera, alle 21,15, a Francavilla al Mare, allo stabilimento balneare “È nata una stella”.
Questo un riassunto del testo. Un piccolo paesino adagiato sulle montagne abruzzesi diventa, insieme all’Africa meravigliosa e contraddittoria, lo scenario de “Il colore dei pensieri”, tavolozza variegata e multiforme di vite, di sogni e di culture. L’amore, su tutto, tiene le fila di una trama coinvolgente, viva e scoppiettante, ricca di colpi di scena, di nomi e di circostanze: Doralice e Alvaro, appassionati e appassionanti protagonisti del romanzo, amanti - ciascuno a modo proprio - delle parole, si ritrovano al centro di un sordido intrigo internazionale, che tinge le pagine di rosa e di noir contemporaneamente. “Il colore dei pensieri” è un romanzo dalla partitura novecentesca, incentrato sull’uomo senza dignità, ma anche severo sulle incoerenze e le ingiustizie della società odierna ed esaltatore di capacità e valori.
In continua lotta contro il male dalle mille spire, il bene esiste: e c’è redenzione, è possibile vincere la cattiveria e attuare una metamorfosi verso la luce, lontano dalle ombre e dalla perfidia. Di grande impatto emotivo risultano i riferimenti alle grandi figure di Peppino Impastato e di Federico Caffè, presenze che rendono omaggio alla doppia anima, abruzzese e siciliana, del libro e dell’autore.
La narrazione brillante e poetica è costellata, poi, da enigmi irrisolti, squarci voluti di “non detto”: dalla grottesca e divertente questione sulla materia di laurea del Cingoglossi, che diventa quasi un rompicapo, alla conclusione ad effetto, che adombra una possibile altra soluzione, e che fa del romanzo un’opera aperta, dal finale cinematografico, tutt’altro che scontato.

