Il comitato: città unita sull’ospedale

17 Marzo 2016

Atessa, replica alle polemiche del sindaco Cicchitti sul corteo per il San Camillo

ATESSA. Continuano le accuse tra forze politiche, amministratori comunali e comitato civico sulla manifestazione di sabato scorso in difesa dell’ospedale. Un dato è certo: questo è il peggior segnale che può arrivare in Regione dove si decidono le sorti del San Camillo. La decisione di non far sfilare i sindaci all’inizio del corteo è solo la punta dell’iceberg. LiberAtessa, coalizione alla quale appartiene gran parte degli esponenti della maggioranza, ha criticato duramente l’episodio. La risposta non si è fatta attendere: «Il comitato spontaneo è civico e apolitico, tant’è che nemmeno i suoi portavoce, Debora Fioriti e Nino Pizzi, sono riconducibili a qualsiasi partito o movimento; non siamo diretti e pilotati da “regie oscure” come sostenuto, la forza del comitato è nelle settemila firme di adesione e nei mille manifestanti in difesa dell’ospedale».

Riguardo alla querelle del corteo il comitato precisa: «A prescindere dall’inconsistenza della questione, nessuno del comitato ha imposto alle autorità presenti una certa posizione nel corteo. Di fronte a una questione che in una democrazia non dovrebbe rivestire tanta importanza, il sindaco Cicchitti ha tentato di fermare il corteo e dunque la manifestazione. In seguito ai vani tentativi di esponenti del comitato di calmarlo (e per questo tacciati di essere squadristi!), l’organizzazione ha chiesto al sindaco di disporsi in centro poiché il corteo doveva prendere avvio. La manifestazione è completamente riuscita e si evince dal numero dei partecipanti, che è stato superiore alla scorsa volta, e dalle saracinesche abbassate per protesta dei commercianti. Per questi motivi Atessa non può essere definito da nessuno un paese diviso». In tutto questo bailamme continua intanto, davanti all’ospedale lo sciopero della fame e della sete, in difesa del San Camillo, di Paolo De Titta, di Sant’Eusanio del Sangro, tenuto sotto osservazione dai medici del pronto soccorso.

Matteo Del Nobile