Il comitato vittime Rigopiano alla Via Crucis dei lavoratori

23 Marzo 2018

CHIETI. L’incertezza del posto, gli infortuni, la dignità perduta. Sono alcuni dei temi che saranno affrontati, domenica, nella “Via Crucis dei lavoratori”, la manifestazione organizzata dalle Acli...

CHIETI. L’incertezza del posto, gli infortuni, la dignità perduta. Sono alcuni dei temi che saranno affrontati, domenica, nella “Via Crucis dei lavoratori”, la manifestazione organizzata dalle Acli provinciali e giunta alla 43ª edizione. In testa al corteo ci saranno i familiari delle vittime di Rigopiano con uno striscione per chiedere giustizia per i loro cari uccisi dalla valanga che ha spazzato il resort di Farindola. Anche Chieti è stata toccata dalla tragedia del gennaio 2017: sotto le macerie sono morti l’agente di polizia Dino Di Michelangelo e la moglie Marina Serraiocco.
Nella Domenica delle Palme la città si stringe attorno ai problemi di tutti i lavoratori. Sotto la guida dell’arcivescovo Bruno Forte, la processione si snoderà attraverso 14 stazioni. La partenza, al termine della messa vespertina, è fissata alle 18,30 davanti alla cattedrale di San Giustino, l’ultima tappa sarà davanti alla Chiesa della Trinità. Le altre stazioni sono dislocate lungo corso Marrucino, segnate dalle immagini nei vari punti del percorso. Ci sarà il commento musicale del Coro del Miserere, dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, diretto dal maestro Loris Medoro e accompagnato dall’orchestra diretta dal maestro Giuseppe Pezzulo. Le letture che compongono la Via Crucis sono state affidate alle diverse associazioni che hanno aderito all’invito delle Acli provinciali. Anche in questa edizione ad ogni stazione è stato dato un tema di riflessione e di approfondimento. «Come ogni anno la Via Crucis dei lavoratori si snoda per le vie del centro storico divenendo una grande emozione personale e comunitaria», dice Mimmo D’Alessio, presidente provinciale delle Acli, «la riflessione che ad ogni stazione segue le letture bibliche scuote ogni anno i cuori di chi vive o di chi conosce i problemi del lavoro, quello che c’è, quello che non c’è, quello precario, quello sognato e inseguito nella formazione». In caso di maltempo la Via Crucis si svolgerà interamente in cattedrale. (s.so.)
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