«Il commissario cancelli l’aumento dei canoni»

Approvata in commissione agricoltura la risoluzione che abroga i rincari Febbo e le associazioni di categoria: «Ora Mastrangelo revochi la delibera»
VASTO. Consorzio di bonifica sud, luci e ombre. Ieri è stata approvata una risoluzione urgente presentata da Mauro Febbo alla commissione agricoltura che dispone l’abbattimento dei canoni idrici del 57% . Di concreto, però, non c’è ancora nulla se non il malumore degli operatori agricoli e delle associazioni di categoria. Cia, Copagri e Confagricoltura chiedono al commissario dell’ente, Rodolfo Mastrangelo, e all’assessore regionale all’agricoltura, Dino Pepe, di passare dalle promesse ai fatti, ricordando anche le esigenze degli agricoltori. Il presidente della commissione vigilanza e consigliere regionale di Forza Italia, Febbo, è soddisfatto del passo fatto ieri. «Dopo le sollecitazioni e gli interventi che hanno denunciato gli aumenti inopportuni deliberati dal Consorzio di bonifica sud senza che vi fosse stata alcuna concertazione con le organizzazioni professionali, ho presentato una risoluzione urgente durante i lavori della terza commissione per accelerare modifiche alla decisione presa dal precedente commissario del Consorzio, Giampiero Leombroni, che ha provveduto ad aumentare del 57% le tasse ai danni degli agricoltori», afferma Febbo, «in attesa di capire come e quando il governo regionale vuole intervenire ho presentata una risoluzione urgente, che è stata firmata da tutti i consiglieri presenti. Si chiede a questo punto all’attuale commissario Rodolfo Mastrangelo di revocare immediatamente la delibera n.63 del 10 dicembre scorso, con lo scopo di arginare e fermare ulteriore danni al mondo agricolo del Vastese e del Sangro». Lo stesso tornano a fare le organizzazioni professionali invitando l’assessore all’agricoltura e il presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, a dare seguito agli impegni assunti per cercare gli strumenti amministrativi, gestionali e di finanziamento per ridare organicità e funzionalità alle attività del Consorzio stesso. «Non possono essere solo gli agricoltori a subire le conseguenze di dissennate gestioni che si sono risolte in un aumento dei canoni per l’anno in corso del 57%, in misura insostenibile per le imprese e con modalità non concordate con le rappresentanze degli agricoltori». Le associazioni del coordinamento Agrinsieme tornano a sollecitare la funzionalità dell’imminente stagione irrigua; la rivisitazione delle utenze, per far sì che tutte le categorie concorrano al necessario risanamento e che tutte le entrate ulteriori realizzate verranno iscritte nel bilancio corrente per ridurre l’aumento avuto; il completamento della diga di Chiauci che può divenire fonte di entrate extra-agricole, indispensabili per una progressiva differenziazione dei servizi e delle entrate; la riduzione del 50% della seconda e terza rata consortile o in subordine una loro imputazione al bilancio 2017.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

