Il Comune assume: 6 posti da impiegati

Ma i revisori bocciano il piano di Di Primio: «Non ci sono soldi, stop al nuovo personale». L’amministrazione va avanti
CHIETI. Il Comune vuole assumere impiegati ma non ci sono i soldi per pagarli e i revisori dei conti dicono no. Ma l’amministrazione Di Primio va avanti lo stesso nonostante il parere «non favorevole»: l’altolà dei controllori delle spese comunali finisce in un cassetto e parte la procedura per 6 assunzioni a tempo indeterminato e a tempo pieno. In palio ci sono due posti da istruttore amministrativo contabile (categoria C), altri due da responsabile amministrativo contabile (categoria D1), uno da responsabile tecnico (D1) e l’ultimo da istruttore tecnico (categoria C): a Chieti torna il sogno del posto fisso. Per ora, non si sa ancora quando saranno banditi i concorsi. Di certo, c’è uno scontro aperto tra l’amministrazione del sindaco Umberto Di Primio e i revisori contabili, gli stessi che avevano già bocciato anche il bilancio di previsione approvato poi lo scorso 30 luglio con appena 16 voti favorevoli.
Una delibera della giunta Di Primio dice che in Comune lavorano, compresi i dirigenti, 276 dipendenti: sarebbero troppo pochi, secondo la politica, per portare avanti i servizi di una città di 50mila abitanti. Ne servirebbero di più: «La consistenza della dotazione organica è inferiore ai parametri fissati dal ministero dell’Interno», così dice la delibera. Per questo, recita ancora il documento della giunta, quelle 6 assunzioni sarebbero «necessarie per sopperire alla grave carenza di personale dei diversi profili e categorie». Le assunzioni, dice ancora la delibera, sarebbero «indispensabili per il conseguimento degli obiettivi dell’ente». Sulla delibera è riportato il parere del dirigente comunale Francesco Palumbo che attesta: «La necessità delle assunzioni è ampiamente conosciuta», dice il dirigente che fissa 6 condizioni che il Comune avrebbe rispettato.
Ma nonostante l’accertata mancanza di personale, i revisori dei conti esprimono «parere non favorevole» e consigliano di lasciar perdere: un’altra bocciatura alle manovra di spesa del centrodestra. Secondo il collegio dei revisori, con la presidente Ilaria Valentini e le due componenti Enza Di Domenico e Domenica Di Carlo, un’amministrazione alle prese con un buco da 10 milioni di euro, già finita al centro di un’indagine della Corte dei conti sulla «sana gestione», non può permettersi il lusso di assumere nuovo personale. Il collegio ritiene «non soddisfatta la compatibilità della programmazione con i vincoli di bilancio (equilibri finanziari e obiettivi di finanza pubblica)». Secondo l’amministrazione, però, quelle argomentazioni non terrebbero conto dei pensionamenti del 2018: l’amministrazione sostiene che «la spesa per il personale è in costante e sensibile diminuzione a ragione delle numerose cessazioni», quindi, non ci sarebbero alcun aumento con le nuovi assunzioni.
Quello in corso potrebbe essere l’ultimo scontro tra gli esponenti del centrodestra e i revisori: nel consiglio comunale di mercoledì prossimo, si discuterà della «nomina» del collegio dei revisori per il triennio 2018-2020 e del loro compenso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

