Il Comune batte la Carrera e si riprende l’ippodromo

Per i giudici l’impianto non è idoneo alle corse perché l’Unire ha vietato le gare Il sindaco Pupillo: «Ora partiamo con l’operazione di recupero di tutta l’area»
LANCIANO. Si chiude la questione ippodromo. A mettere il punto dopo anni di liti finite nelle aule di tribunale tra il Comune e la società Carrera dell’imprenditore Franco Pasquini che ha la gestione dell’anello di Villa delle Rose fino al 2021, è stato il Consiglio di Stato. I giudici della V sezione dell’organo amministrativo hanno respinto la richiesta di risoluzione del contratto e la richiesta di risarcimento danni fatta al Comune dalla Carrera che si era accollata le spese per la manutenzione dell’anello e per la sistemazione dell’illuminazione che, secondo la società, spettavano all’ente locale. I giudici il 12 maggio scorso hanno confermato che l’area non è idonea alle corse, il Comune non deve risarcire neanche un euro alla Carrera per lavori su un anello che non esiste più. E non esiste dal 2004, da quando l’Unire (Unione nazionale incremento razza equina) ha vietato le corse nel campo di gara frentano. Una decisione, quella del Consiglio di Stato, che offre la possibilità al Comune di revocare la convenzione alla Carrera, recuperare lo spazio e adeguare la struttura affinchè diventi un polmone verde-attrezzato nel cuore della città.
LA SENTENZA. «Il ricorso la Carrera l’ha presentato per ribaltare la sentenza del Tar», spiega l’avvocato del Comune, Giovanni Carlini, «che nel giugno 2013 ha respinto l’istanza della società per la risoluzione del contratto per grave inadempimento del Comune e di risarcimento di tutti i danni conseguenti a tale inadempimento, dando ragione al Comune che non deve affatto i soldi richiesti». Più o meno si tratterebbe di circa 2milioni di euro derivanti da opere fatte, secondo la società, nella struttura, come l’illuminazione usata per le corse al galoppo notturne. «La sentenza conferma che l’ippodromo non è idoneo alle corse», dice il sindaco Mario Pupillo, «che l’Unire, ente vigilante di settore, prima ha ridotto nel 2004 il numero di corse, poi le ha eliminate perché dichiarò inagibile l’anello, non a norma per le corse. Che la manutenzione ordinaria spettava alla Carrera». Nella sentenza si ribadisce che la “domanda di risoluzione del contratto è infondata e si rigetta la conseguente domanda risarcitoria per carenza del suo presupposto essenziale”.
I LAVORI. Ora ci sono i margini per il Comune di revocare la convenzione e recuperare l’intero spazio. «Fermo restando che la convenzione era assurda perché è stata data nel maggio 2001 dal commissario prefettizio Giorgio Bartoli che aveva compiti di ordinaria amministrazione e invece ha creato una convenzione che doveva passare per il consiglio comunale», sottolinea Pupillo, «ora visto che i ricorsi presentati dalla Carrera sono caduti, che la struttura non è più considerata un ippodromo, perché non adatta alle corse, potremo recuperare l’area». L’idea è quella di ripulirla, buttare a terra le ex stalle e le strutture fatiscenti poste all’interno - che il Comune non poteva toccare senza l’autorizzazione della Carrera - sistemare i gradoni che cadono a pezzi, il verde, creando spazi attrezzati. Bisogna poi adeguare la struttura alle norme anti incendio per permettere che si incendino i fuochi pirotecnici in occasione delle Feste di settembre. I lavori sono tanti e richiedono fondi ingenti, almeno 500mila euro solo per sistemare i gradoni. Soldi che per ora non ci sono.
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