Il Comune chiede il conto a nove società di atletica

Sono di Chieti, Pescara e Teramo: devono sborsare 70mila euro di arretrati C’è di più: aumentate anche le tariffe, allenarsi allo stadio costa 73 euro all’ora
CHIETI. E’ una stangata sullo sport. Il Comune di Chieti ha chiesto a nove società di atletica il pagamento dei canoni pregressi per l'utilizzo dello stadio Angelini negli ultimi cinque anni e mezzo. Il conto è salatissimo, ammonta a oltre 70mila euro, ed è stato presentato a tutte le società che hanno utilizzato o tuttora utilizzano lo stadio.
Sei di esse sono teatine: la Falco Azzurro, l'Atletica Chieti, la Runners Chieti, la Polisportiva Tethys, la Pietro Mennea e la Teate Walk, che ha cessato le attività. Ma devono pagare gli arretrati anche società non di Chieti che hanno utilizzato lo stadio dal 2009 fino ad oggi: l'Atletica Vomano, ex campionessa d'Italia nel 2010, la Gran Sasso Teramo e l'Aterno Pescara. A fare infuriare ancora di più le società d'atletica sono però gli aumenti delle tariffe per l'utilizzo dello stadio. Con la delibera del 30 luglio 2015, la giunta comunale ha approvato le nuove tariffe i cui costi sono triplicati rispetto a quelli del 2006.
Adesso ogni società deve pagare 73 euro all'ora per utilizzare la pista d'atletica, mentre prima pagavano 10 euro all’ora per ogni 15 atleti più 25 per l'uso dei servizi di doccia e di spogliatoio. Le società teatine hanno sospeso gli allenamenti in segno di protesta sia per la richiesta degli arretrati, secondo loro giudicata esorbitante, sia per l'aumento delle tariffe, ed hanno chiesto un incontro con il sindaco Umberto Di Primio e l'assessore allo sport Antonio Viola, previsto martedì. Si apre, dunque, un altro tavolo sullo stadio dopo quello per la sua gestione affidata in via provvisoria alla Chieti calcio, l'unica società ad aver partecipato alla gara d'appalto.
Ieri il Comune ha comunicato ufficialmente al patron neroverde Giorgio Pomponi l'avvenuta aggiudicazione, tranquillizzando così l'imprenditore romano che si era lamentato delle mancate comunicazioni arrivate da Palazzo d'Achille, dopo aver fornito tutti i chiarimenti richiesti in merito all'offerta tecnica ed economica. L'assegnazione dell'Angelini alla Chieti calcio diventerà definitiva entro un mese con la firma del contratto davanti ad un notaio. Intanto, però, Pomponi mette i primi paletti e avverte le società d'atletica: «Nel momento in cui lo stadio dovesse essere affidato in via definitiva alla Chieti calcio, chiederemmo alle rispettive società il fitto per l'utilizzo del campo, come ogni soggetto locatore farebbe nei confronti del locatario».
ORA VOGLIO IL PALATRICALLE. Pomponi ha svelato che il 12 febbraio scorso ha inoltrato una richiesta al Comune per l'utilizzo anche del palasport per realizzare eventi e concerti in primavera. «Ho già concordato le date con Gianni Di Cosmo, il presidente della Pallacanestro Chieti», dice, «ma dopo un mese non abbiamo ancora ricevuto una risposta dal Comune e si possono immaginare le difficoltà organizzative createci».
Risposta che dovrebbe arrivare la prossima settimana. Per utilizzare il Pala Tricalle, Pomponi dovrà pagare l'affitto e una polizza assicurativa. Per ogni evento, inoltre, si dovrà riunire la commissione di vigilanza per valutare le condizioni di sicurezza.
SOGNO LA SERIE B. Le ultime dichiarazioni di Pomponi sul suo futuro alla guida della società sono state davvero contraddittorie. L'imprenditore romano prima ha annunciato di lasciare il Chieti a maggio, poi ha detto che lo avrebbe fatto anche nel caso in cui avesse avuto lo stadio («Vorrà dire che lascerò una grande eredità a chi prenderà il mio posto») e adesso fa retromarcia puntando addirittura alla serie B.
«In questi nove mesi di gestione ci sono state forze più grandi della società che hanno cercato di ostacolare il nostro cammino e a fronte delle quali anche un santo si arrenderebbe. Ribadisco che sono venuto a Chieti per vincere e la prossima settimana illustrerò i programmi per i prossimi anni, sempre che si possa operare nella massima trasparenza. Sono un sognatore e il mio sogno è sempre la serie B».

