Il Comune condannato a pagare 3 milioni

Vecchi debiti per i rifiuti e la mensa scolastica: arriva l’ennesima mazzata sulle casse municipali già in profondo rosso
CHIETI. Il Comune di Chieti è stato condannato a pagare oltre 3 milioni di euro. La sentenza del giudice Marcello Cozzolino riconosce il maxi debito dell’ente nei confronti della Banca Farmafactoring (Bbf), che aveva acquistato crediti da società non pagate dal Comune per una serie di servizi: è il caso della Deco e del consorzio Cns, che si occupavano della gestione dei rifiuti, della Ladisa, che curava la mensa scolastica, e della D&T immobiliare. È l’ennesima mazzata per le casse in rosso del municipio, che rischia il dissesto per una gravissima situazione economica più volte certificata dalla Corte dei conti e legata a doppio filo al futuro della società partecipata Teateservizi, sulla quale pende la richiesta di fallimento presentata dalla procura (il tribunale deve ancora esprimersi) nell’ambito dell’inchiesta per bancarotta.
LA SENTENZA
La Bbf aveva chiesto di accertare il suo credito di 4.049.619,87 euro nei confronti del Comune. Ma l’ente «ha documentato l’avvenuto pagamento di alcune delle fatture emesse dalla Deco»: la somma, dopo gli accertamenti di un esperto contabile nominato dal giudice, è dunque scesa a 2.874.022,73 euro. La cifra finale è destinata però a lievitare oltre i 3 milioni di euro, considerando le spese legali di 33.177,96 euro e gli interessi ancora da calcolare.
oggi in CORTE DEI CONTI
Restando in tema finanziario, è in programma stamattina l’udienza davanti alla Corte dei conti dell’Aquila per rispondere alle criticità rilevate dai giudici sul piano di riequilibrio pluriennale depositato dal Comune. La linea difensiva dell’ente è di chiedere un rinvio per presentare ulteriori misure. Alle 11 compariranno davanti ai magistrati contabili il sindaco Diego Ferrara, gli assessori Enrico Raimondi e Tiziana Della Penna e l’avvocato Carlo Mirabile, il legale nominato dall’amministrazione.
LE CRITICITÀ
L’obiettivo è scongiurare lo spettro del dissesto, rispondendo punto per punto ai rilievi mossi dal magistrato istruttore con l’ordinanza del 6 aprile scorso, con la quale è stato certificato un disavanzo di 78.237.025 euro. Sono numerose le criticità sollevate: dall’assenza di indicazione sulle misure per ridurre la spesa corrente alla mancanza di azioni concrete per migliorare l’attività di riscossione della Teateservizi, tema diventato terreno di scontro politico nella stessa maggioranza.
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